CAGLIARI. Ottanta arpe sullo stesso palco, giovani musiciste da tutta Europa e la presenza sarda che si fa notare. È il bilancio del concerto “Ottanta arpe, una voce. Omaggio a Gabriella Bosio”, andato in scena il 2 maggio all’Auditorium del Santo Volto di Torino, nell’ambito delle celebrazioni per i 50 anni del metodo Suzuki in Italia.
A raccontare l’esperienza è Tiziana Loi, insegnante e direttrice artistica dell’associazione Arpeggiando, che ha guidato la delegazione isolana. “Il suono di 80 arpe che suonano insieme è qualcosa di difficile da descrivere a parole. Ti avvolge e ti tocca nel profondo”, ha spiegato. Sul palco, musiciste tra i 5 e i 17 anni provenienti da tutta Italia e da Paesi come Svizzera, Francia e Germania. Un evento organizzato dall’Accademia Suzuki Talent Center di Torino, con un significato speciale anche per l’omaggio a Gabriella Bosio, figura chiave nella diffusione dell’arpa con metodo Suzuki.
“Rendere omaggio a Gabriella Bosio in questa occasione aveva un significato ancora più speciale”, ha sottolineato la maestra, ricordando la fondatrice della scuola d’arpa dell’Istituto Suzuki torinese. A rappresentare la Sardegna sette giovani allieve dell’associazione Arpeggiando: Margherita Boi, Diana Faccioli, Marianna Fadda, Anna Pisu, Arianna Ragazzo, Diletta Talone e Laura Virdis. “Hanno affrontato il viaggio, le prove, il palco di un auditorium importante con grande maturità e serietà”, ha detto l’insegnante.
La maestra, impegnata da oltre 25 anni nella diffusione dell’arpa nell’isola, rivendica il risultato: “Partecipare a un evento di questa portata con la nostra delegazione sarda significa dimostrare che anche da un’isola si può fare musica di qualità”. Un’esperienza che, conclude, “porterò nel cuore per molto tempo”.















