Si può vivere con la paura di essere uccise da un uomo che non accetta un rifiuto nel 2026? "Se toccano una, toccano tutte"
CAGLIARI. Si può vivere con la paura di andare persino sul posto di lavoro per colpa di un uomo che non accetta un rifiuto? Sembra assurdo, ma è quello che deve aver provato nelle ultime settimane la donna che ieri, a Cagliari, ha rischiato di essere uccisa nella palestra in cui lavora. Uno sparo che solo per miracolo non l’ha raggiunta. Un momento di terrore, dopo che lei aveva espresso l’ennesimo rifiuto alle avance di un uomo. Lui, un cinquantaduenne di Elmas, frequentava i suoi corsi da qualche mese, ma di recente i suoi messaggi erano diventati insistenti. Finché lei, preoccupata, aveva deciso di impedirgli di seguire ancora le lezioni.
Ma quel “no”, un confine chiaro che lei aveva messo, è diventato la miccia. Il cinquantaduenne si è presentato fuori dalla palestra: aveva un fucile, detenuto legalmente, nel cofano. L’ha preso e ha sparato contro l’ingresso della palestra, l’obiettivo era lei. Poi l’ha puntato contro se stesso e si è ucciso.
Una domanda, leggendo queste righe, vi sarà sorta spontanea. Come è possibile che detenesse legalmente un’arma? L’uomo era un barracello. Non è chiaro se il fucile fosse l’arma d’ordinanza o se venisse utilizzata da lui per attività di caccia, ma questo fatto di cronaca fa riflettere su quanto il sistema che consente di ottenere il porto d’armi possa avere dei “buchi” importanti. E soprattutto pericolosi. Perché quando la salute mentale viene messa in secondo piano, nascosta, isolata, si arriva a un punto di non ritorno e si rischia la tragedia.
Così, in una domenica qualunque, una donna che dice un “no” deciso si ritrova con un fucile puntato addosso. Poteva succedere a chiunque. E questo inizia davvero a far paura.
Sui social una delle tante allieve che frequentava lo stesso corso dell'insegnante che ha rischiato la vita scrive: "Fa paura che questo tempio nostro, possa in un momento diventare un pericolo. Oggi la sorellanza la sento ancora più forte, se toccano una toccano davvero tutte".