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TEMPIO. Si è aperto davanti al Gup del tribunale di Tempio Pausania il procedimento per l'omicidio di Cinzia Pinna, la 33enne di Castelsardo, uccisa nella notte tra l'11 e il 12 settembre 2025 nella tenuta di Conca Entosa, tra Palau e Arzachena. In aula era presente Emanuele Ragnedda, imprenditore del vino di Arzachena e reo confesso, accompagnato dalla polizia penitenziaria. È accusato di omicidio volontario e aggravato da crudeltà, motivi abbietti e sevizie, oltre che di occultamento di cadavere e calunnia e cessione di cocaina.

Si sono costituiti parte civile i familiari della vittima, assistiti dagli avvocati Antonella e Nino Cuccureddu, e il manutentore Luca Franciosi, rappresentato da Maurizio Nicoletta Mani. Franciosi era stato chiamato in causa da Ragnedda nella prima fase delle indagini. Secondo l'accusa, l'imprenditore lo avrebbe indicato come la persona che si sarebbe occupata di far sparire e nascondere il corpo della donna, poi ritrovato 12 giorni dopo all'interno della tenuta. Per la Pm Noemi Mancini, quelle dichiarazioni configurerebbero una calunnia.

Nessuna costituzione di parte civile, invece, da parte di Rosa Maria Elvo, ex compagna di Ragnedda. La donna era stata inizialmente indagata per favoreggiamento, ma poi è uscita completamente dall'inchiesta. Il suo legale, Francesco Furnari, ha spiegato che dal capo di imputazione, dal fascicolo processuale, non emergono elementi tali da giustificare una costituzione di parte civile nei confronti di Ragnedda.

Nel corso dell'udienza, la Gup Federica Di Stefano ha rigettato tutte le eccezioni presentate dalla difesa, compresa la richiesta di accesso alla giustizia riparativa. Prossima udienza venerdì 17 luglio.

In testa il servizio di Teleregione Live