CAGLIARI. Due anni fa Cagliari registrava 94 notti tropicali, quelle, cioè, in cui la temperatura non è mai scesa al di sotto dei 20 gradi. Ora invece si parla addirittura di notti “super tropicali”: non si scende sotto i 25. E quei gradi si sentono tutti. Tanto da causare, nei casi più gravi, malori e problemi fisici. Con la conseguenza dell'aumento degli accessi nei pronto soccorso.
L’intensa ondata di calore che sta attraversando gran parte dell’Europa non è da sottovalutare. Lo dicono gli esperti che si occupano di emergenza climatica, lo dice il Sistema Nazionale per la protezione dell’Ambiente, lo dicono perfino i dati Istat che già mesi fa segnalavano gli indici di estremi di temperatura e l’aumento di notti tropicali in un anno in tutta Italia. Cagliari, ad esempio, ha registrato nell’ultimo report disponibile sui dati meteoclimatici elaborato da Istat un +33,3%, proprio sul numero di notti tropicali, tra il valore medio 2006-2015 e il 2023.
Ora il problema è anche relativo al “mix” di fenomeni: dai temporali improvvisi alle alte temperature che rischiano di favorire anche lo sviluppo di incendi. E la Sardegna, in questi giorni, è nel pieno di questa fase.
Ma soprattutto l’ondata di caldo pesa anche sui pronto soccorso delle grandi città: secondo i dati della Società italiana di medicina di emergenza-urgenza (Simeu), si è registrato un +10-15% di accessi in pochi giorni. E la carenza di personale, in questi casi, non aiuta. Tanto meno la mancanza di aria condizionata nei piani frequentati dai pazienti oncologici del Businco di Cagliari (dove ora ci si dovrà armare di ventilatori). Al Pronto Soccorso di Roma dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù circa 1 accesso estivo su 4 è direttamente o indirettamente correlato alle elevate temperature.
In una circolare diramata dal Ministero della Salute si raccomanda che i pronto soccorso attivino un triage dedicato per garantire “un trattamento tempestivo per malori da afa, disidratazione e colpi di calore, evitando ricoveri inappropriati, al fine di tutelare le fasce vulnerabili (anziani, bambini, pazienti cronici e con fragilità sociali)”.
Il ministero richiede poi alle Regioni di offrire il maggiore supporto possibile ai programmi di Sorveglianza già attivi e identificare almeno un presidio di pronto soccorso per ciascuna delle città che rientrano nel sistema di allerta, tra cui c’è anche Cagliari.









