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CAGLIARI. “Abbiamo necessità di riaffermare un sano principio che è quello dell’antifascismo. Con i tempi che corrono e con questo Governo, che sono gli eredi del fascismo, abbiamo un restringimento del campo democratico. Quindi oggi c’è un valore in più, oltre al ricordo di tutti i partigiani che sono morti, dei socialisti, comunisti, democristiani e tutto il mondo cattolico”. Sono le parole di Enrico Lai, segretario regionale di Rifondazione Comunista, in occasione del corteo per la Festa della liberazione a Cagliari.
Anche nel capoluogo un fiume di persone, formato da cittadini e associazioni, ha invaso le strade cittadine nel giorno che celebra la liberazione dal nazifascismo. Sono migliaia i presenti che hanno sfilato questa mattina in occasione dell’ottantunesimo anniversario della Festa della Liberazione.
Cori, canzoni e bandiere hanno accompagnato l’enorme mobilitazione che è partita alle 9.30 da piazza Garibaldi per dirigersi in piazza del Carmine. “È un giorno importante per il Paese: il 25 aprile è il giorno della Liberazione dal nazifascismo. È un’occasione per ricordare, in particolar modo, che il mondo è interessato da tantissime guerre che mietono vittime tra i covili e tra i bambini. Il 25 aprile è un modo per ribadire che vogliamo un mondo di pace”, ha fatto sapere il primo cittadino Massimo Zedda.
Nel corso della mattinata, il corteo ha fatto tappa anche al parco delle rimembranze per onorare, con corone d’alloro, i caduti che hanno combattuto contro io regime dittatoriale. “La memoria è importantissima per un popolo. Anche oggi a Cagliari in migliaia scendono per le strade per ricordare il 25 aprile di 81 anni fa, quando l’Italia si è liberata dal nazifascismo. Quel valore, quel ricordo, è ancora vivo. Vedere tanti giovani che cantano ‘Bella Ciao’, con le bandiere simbolo di pace, fa ben sperare che da Cagliari giunga un grido forte e contrario alla guerra”, ha detto il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini.









