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VILLANOVAFORRU. Il sindaco di Villanovaforru Maurizio Onnis scrive alla Prefettura di Cagliari dopo la protesta di sabato scorso partita dai migranti del Centro di accoglienza che lamentavano il razionamento dell'acqua in struttura. I manifestanti sono stati convinti dai carabinieri a rientrare nel centro ma il primo cittadino oggi scrive sui social: "Certo che (data l’esperienza) le ragioni dello Stato schiacceranno come sempre quelle della comunità e quelle degli stessi migranti. Il problema, va da sé, non sono gli ospiti del Centro, ma le leggi italiane, a tutto tese tranne che a favorire l’inclusione di queste persone".
"Le segnalo il disorientamento degli abitanti di Villanovaforru", si legge nella mail inviata alla prefetta, "alla vista, sabato sera, della protesta dei migranti del Centro di accoglienza straordinaria. Scesi in strada contro il razionamento dell'acqua in struttura e convinti a rientrare nel centro dai carabinieri. Vado al di là delle questioni legate all'approvvigionamento idrico della struttura stessa, che non rientrano nelle competenze del Comune e sulle quali non possiamo mettere parola. Sottolineo invece per l'ennesima volta che 115 migranti (questo a noi oggi risulta) costituiscono una presenza sproporzionata per una popolazione residente di 550 persone".
Onnis scrive ancora che "il problema non sono i migranti, ma le leggi di uno Stato né capace né minimamente interessato a integrare chi arriva da un altro mondo in cerca di una vita migliore". E tornando al caso specifico, dice ancora: "Ipotizzo (semplice buon senso) che al CAS non avrebbero problemi con l'acqua se gli ospiti fossero meno numerosi. Chi decide che debbano essere così tanti?".











