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CAGLIARI. Ridare centralità al ruolo dei Comuni. È il messaggio lanciato dai sindaci di Cagliari e Napoli, Massimo Zedda e Gaetano Manfredi, e dalla presidente Anci Sardegna, Daniela Falconi, durante l’incontro che si è svolto stamattina a Palazzo Regio, nel capoluogo isolano, in presenza degli amministratori locali e del Consiglio regionale Anci, convocato per l’occasione. Tra i temi trattati, le scadenze del Pnrr, il comparto unico, i bisogni reali delle cittadine e dei cittadini, nei grandi come nei piccoli centri.
L’importanza dei Comuni nel sistema Paese è centrale: sono enti di gestione del territorio e di erogazione dei servizi. E sono virtuosi. Lo ha ricordato il sindaco metropolitano Zedda: "I Comuni sono occasione di sviluppo strategico per il Paese e sono indebitati per appena l’1.5% del debito pubblico nazionale contro gli oltre 3mila miliardi dello Stato". Per Manfredi, presidente nazionale Anci, "il sistema Paese deve ripartire dal Mezzogiorno, una realtà dinamica con grande potenzialità, a partire dai temi dell'energia, dell'innovazione e della logistica. E se le grandi città rappresentano un motore di crescita e sono attrattori industriali, i piccoli comuni e le aree interne sono presidi del territorio e fattore di coesione sociale. Quindi noi dobbiamo coniugare questi due elementi con una politica unitaria che metta al centro proprio il valore dei Comuni e dei sindaci come anello di congiunzione democratico tra quella che è la politica nazionale e i bisogni delle comunità".
Per Falconi, «bisogna utilizzare le risorse per creare nuovi servizi ai cittadini. Le scadenze Pnrr sono in cima ai pensieri. Valutiamo positivamente il fatto che si stia trattando tra Anci e governo nazionale per completare le opere e quindi salvare il bilancio dei Comuni». Proprio in relazione alle risorse del Pnrr, Manfredi ha rimarcato come i Comuni abbiano dimostrato una grande capacità di spesa e siano stati tra le amministrazioni più efficienti. "Oggi - ha aggiunto - abbiamo la necessità di chiudere i cantieri, ma anche di garantire la continuità delle opere che per vari motivi non possono essere completate. Si tratta di assicurare quei servizi e quelle infrastrutture che servono all'Italia".
Gli stessi Comuni soffrono per la carenza di personale, come ha ribadito Zedda: "Solo per Cagliari il dato è drammatico, da 2.500 dipendenti nei primi anni 2000 l’amministrazione conta oggi su poco più di 1.000 dipendenti e nonostante lo sforzo per milioni di euro per le nuove assunzioni, molte persone scelgono altre istituzioni. Il contratto degli enti locali, insieme a quello della pubblica istruzione, è il peggior contratto del pubblico impiego in Italia. In Sardegna, su questo, stiamo facendo un lavoro importante ma questa battaglia andrebbe trasferita, come sta facendo l'Anci, a livello nazionale per dare una maggiore competitività e dare occasioni di futuro alle cittadine e ai cittadini". Manfredi, in merito, ha illustrato l’idea di "un sistema perequativo con stipendio base e uguale per tutti e che chiediamo venga coperto dallo Stato per un costo totale di circa un miliardo di euro".
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