CAGLIARI. La Sardegna e i trasporti pagano il prezzo della guerra e dell'Ets (Emissions Trading System, sistema europeo di scambio quote CO2) e le principali associazioni di categoria del sistema produttivo si appellano alla Regione. Si parla di costi che salgono di un +25% sul carburante a causa delle tensioni in Medio Oriente, ma anche un incremento sui costi di tutte le merci in ingresso e in uscita dalla Sardegna superiore al +40%. Secondo le associazioni servirebbe un fondo regionale di compensazione dei maggiori costi di trasporto marittimo che possa assicurare, almeno per il biennio 2026-2027, una copertura fino al 75% dell’extracosto documentato.
"Il rischio concreto è quello di una perdita di competitività irreversibile per le imprese sarde in tutti i settori", si legge nella nota trasmessa nel pomeriggio di oggi. Le sole rotte Olbia–Livorno e Porto Torres–Genova avrebbero "già visto un aggravio annuo superiore ai 50 milioni di euro nel 2025, che rischia di raggiungere i 70 milioni nell’anno in corso, a causa dell’aumento del costo relativo all’Ets. Questi valori sono riferiti a due sole rotte, che rappresentano appena metà del traffico complessivo". in totale si parla di una spesa fuori dalla media europea: annualmente superano i 150 milioni di euro.
Le associazioni regionali Confindustria, Confapi, Coldiretti, Confartigianato, CNA, Confesercenti, Confcommercio, Legacoop, Associazione Cave e Miniere, Confcooperative sottolineano l’improcrastinabilità di un intervento articolato su più livelli e chiedono con urgenza alla Regione Sardegna di adottare uno strumento compensativo regionale, straordinario e temporaneo, in grado di mitigare l’impatto dei maggiori costi di trasporto, sollecitare il Governo nazionale affinché vengano previsti adeguati ristori per i trasporti delle merci e per le imprese operanti in contesti insulari e attivarsi in sede europea per promuovere una revisione urgente della normativa Ets, affinché tenga conto delle specificità e degli svantaggi strutturali della Sardegna.
"Noi stiamo cercando di colmare il gap di conoscenze e di programmazione sul settore dei trasporti", ha assicurato Barbara Manca, assessora regionale. "Ho richiesto le risorse per il piano della logistica poi nella prossima manovra".









