CAGLIARI. Si riaccendono i riflettori del Parlamento sul caso del trasferimento dei detenuti al 41bis nelle carceri sarde. A presentare un'interrogazione urgente al ministro della Giustizia è il senatore del Pd Marco Meloni, che coglie la palla al balzo per ricordare che il piano era stato elaborato dall'ormai ex sottosegretario Delmastro prima di rassegnare le dimissioni il 24 marzo scorso. "Le sue dimissioni", dice Meloni in una nota, "aprono una questione politica che il Governo non può eludere: quel piano è ancora in piedi? Chi se ne assume la responsabilità? La Sardegna ha il diritto di sapere se sarà costretta ad ospitare un terzo dei detenuti al 41-bis d'Italia, in una regione che conta solo il 2,7% della popolazione nazionale. Non si tratta solo di equità nella distribuzione dei detenuti più pericolosi, di carenze enormi di organico nelle carceri e nei Tribunali o del peso insostenibile che la sanità penitenziaria scarica sulle casse regionali sarde".
Il senatore dem aggiunge: "C'è anche un rischio concreto che riguarda il futuro dell'intera isola: concentrare in Sardegna boss mafiosi e figure apicali della criminalità organizzata proprio mentre si avvicinano gli ingenti investimenti legati all'Einstein Telescope significa esporre queste risorse al rischio reale di infiltrazione, riciclaggio e radicamento mafioso. Le dimissioni di chi ha concepito questo piano, per di più unilateralmente, senza coinvolgere la Regione, non possono essere una foglia di fico. Chiedo al Governo di rispondere con chiarezza: si rivedono i trasferimenti, si apre un tavolo con la Regione Sardegna, si mette mano alla norma distorsiva sulla preferenza insulare, oppure si va avanti come se nulla fosse?".












