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CAGLIARI. "Il 27 gennaio non è una data rassicurante. Non consola, non pacifica. Inquieta. Deve interrogare. E deve farlo soprattutto oggi". Così la presidente della Regione commenta la giornata della Memoria che si celebra oggi 27 gennaio.
"Le persecuzioni, i campi di concentramento non sono stati un incidente della storia, né una follia improvvisa. Sono il risultato di decisioni politiche rese possibili dal consenso o dall’indifferenza di società intere. Lo hanno vissuto sulla loro pelle i 290 deportati e deportate sarde internati nei campi nazifascisti.
La storia del Novecento europeo ci ha insegnato che il razzismo non è solo odio. È un sistema. È una struttura di potere che decide chi è dentro e chi è fuori. Chi è tutelato e chi è sacrificabile.
Per questo oggi non possiamo fingere di non vedere", scrive la governatrice.
"Non possiamo non vedere Minneapolis, dove donne e uomini muoiono per mano di uno Stato che dovrebbe proteggerli, e dove quella morte si trasforma in un simbolo globale di un razzismo che continua a produrre vittime.
Non possiamo non vedere Gaza, dove una popolazione intera vive sotto una violenza che nega futuro, diritti, sicurezza, e dove il dolore dei civili viene troppo spesso ridotto a danno collaterale.
Non possiamo non vedere l’Iran, dove donne e uomini vengono uccisi per aver chiesto uno Stato che rispetti diritti, libertà e futuro.
Non possiamo non vedere il riemergere, anche in Europa e in Italia, di conflitti, linguaggi che normalizzano l’odio, che riscrivono la storia, che relativizzano il fascismo e banalizzano l’antisemitismo.
Come istituzioni e cittadini abbiamo una responsabilità precisa. Chiediamoci ogni giorno se stiamo tollerando un’ingiustizia, se stiamo voltando lo sguardo davanti a una persecuzione, se stiamo lasciando spazio a chi esercita violenza.
Il 27 gennaio non ci chiede silenzio.
Ci chiede responsabilità", conclude Todde.













