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CAGLIARI. La pioggia battente, il vento e la previsione che la situazione potrà solo peggiorare: queste le motivazioni che hanno portato Deliveroo a interrompere momentaneamente le consegne a domicilio poche ore fa. Esiste però il rovescio della medaglia, quello che vede i lavoratori, autonomi, perdere la giornata lavorativa. Un lato del racconto riportato da un diretto interessato, con una segnalazione che di seguito riportiamo, per raccontare anche il punto di vista di chi quelle consegne le fa (e non solo in bici o in scooter).
"Sono un rider che lavora 8 anni per Deliveroo, uno dei primi assunti a Cagliari e parlo a nome del gruppo di Cagliari", scrive S.M. "Oggi il servizio è stato chiuso, ma molte persone non sanno che noi siamo lavoratori autonomi. Chiudendo il servizio (cosa che legalmente non potrebbero fare, perché altrimenti di autonomo non ci sarebbe nulla e il rapporto sarebbe subordinato) non ci verrà pagata la giornata lavorativa".
Il fulcro della questione verte sul modo in cui i rider sono pagati: a consegna, da quanto si legge. "Noi siamo pagati a consegna e, con la chiusura del servizio, oggi non percepiremo alcun compenso. È importante specificare che chi lavora come rider, chiamato anche autonomo (lo siamo solo quando si tratta di pagare lo Stato), oggi non riceverà un centesimo dalle piattaforme. Alla faccia dell’autonomia. Sì, autonomi per lo Stato, ma nei fatti ci è stato vietato di lavorare: dovrebbe essere il singolo a decidere per sé. Capisco l’allerta meteo, ma ho lavorato anche con piogge ben più pesanti".
E poi c'è una parte del suo racconto, forse la più importante: "Smentisco la dichiarazione della piattaforma secondo cui riceveremo un compenso per oggi e domani: l’unico “compenso” sarà lavorare di più nei prossimi giorni per cercare di recuperare due giornate perse".












