CAGLIARI. Scatta il sequestro preventivo delle disponibilità finanziarie di una società che opera nel settore della produzione di software, per quasi 1 milione di euro. L’accusa è di truffa aggravata per l’illecito conseguimento di finanziamenti comunitari. È quanto ha scoperto la guardia di finanza di Cagliari al termine di una lunga indagine: il decreto di sequestro è stato firmato dal gip del tribunale e dalla Procura della Repubblica. Destinatario anche il preside del consiglio di amministrazione pro tempore della società. Tre i soggetti iscritti nel registro degli indagati.
L’attività è nata dalle investigazioni incentrate sul corretto utilizzo di finanziamenti comunitari sovvenzionati mediante i Pacchetti Integrati di Agevolazioni (P.I.A.), che erano stati richiesti ed ottenuti dalla società in questione per la creazione e lo sviluppo di una infrastruttura informatica di sicurezza avanzata, con metodologie e tecnologie di cyber security, denominata “PISDAS” (Piattaforma Integrata Servizi Digitali Avanzati Sicuri).
Questa architettura informatica sarebbe dovuta essere stata realizzata attraverso l’utilizzo di risorse umane reperite all’interno del territorio sardo, aventi competenze specialistiche di informatica e telecomunicazioni (analisti e progettisti software, laureati in ingegneria, in fisica o informatica) ed impiegati in una sede stabile nel territorio regionale.
In base agli esiti delle indagini finora svolte, sarebbe stata fraudolentemente certificata la realizzazione del suddetto software in una unità produttiva avente sede in Sardegna, affermando inoltre che i ricercatori e tutto il personale impiegato avesse lavorato a Cagliari: il tutto attraverso l’esibizione di documentazione ed attestazioni false, che hanno consentito, in tal modo, di far ottenere alla società le prime due tranche di contributo - pari a complessivi 972.342 euro – traendo in inganno i funzionari del Centro Regionale di Programmazione della Regione Autonoma Sardegna, deputati all’istruttoria dell’istanza di finanziamento ed al controllo del rispetto dei requisiti previsti nel bando.
Grazie all’intervento delle Fiamme Gialle è stato bloccato l’ulteriore ed ultimo pagamento di 769.356 euro e revocato l'intero contributo.
Il Gip ha quindi disposto il sequestro preventivo delle disponibilità finanziarie, corrispondenti alle somme indebitamente percepite dalla suddetta società milanese.
Allo stato, la Procura della Repubblica di Cagliari ha iscritto nel registro degli indagati i 3 soggetti precedentemente menzionati per truffa aggravata, oltre che la società, per la medesima ipotesi delittuosa, in
ragione delle responsabilità ricadenti in capo alle persone giuridiche per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato.