CAGLIARI. Approda oggi alla Camera la discussione sul decreto legge che contiene le nuove regole sui salvataggi in mare delle Organizzazioni non governative, le cosiddette Ong. Il decreto già in vigore ma che deve essere convertito in legge, mira a definire condizioni più stringenti per gli interventi di salvataggio dei migranti in mare e dunque limitare le operazioni di soccorso delle Ong nel Mediterraneo.
Nel documento tra i tanti punti c’è anche il contestato divieto di salvataggi multipli. E proprio su questo il Consiglio d’Europa si è espresso negativamente scrivendo una lettera al ministro dell’Interno Matteo Piandetosi, chiedendogli di ritirare il decreto. Secondo la commissaria per i diritti umani Dunja Mijatovic queste disposizioni potrebbero ostacolare le operazioni di ricerca e soccorso delle Ong e quindi essere in contrasto con gli obblighi dell’Italia ai sensi dei diritti umani e del diritto internazionale.
Per il governo italiano però i timori di Strasburgo sono infondati. Le nuove disposizioni - dice l’esecutivo in una lettera - non impediscono alle ong di effettuare più interventi di salvataggio né le obbligano a ignorare eventuali richieste d’aiuto se hanno già persone a bordo. Ma intende evitare piuttosto la sistematica attività di recupero dei migranti nelle acque antistanti le coste libiche e tunisine al fine di condurli esclusivamente in Italia.
L’assegnazione di porti sicuri in centro e nord Italia, precisa il governo, è fatta per redistribuire tra le regioni gli oneri organizzativi e logistici.
Oggi, in ogni caso, la discussione generale a Montecitorio, ma le votazioni dovrebbero slittare dopo le elezioni regionali previste il 12 e il 13 febbraio.
Martedì intanto le commissioni Affari costituzionali e Trasporti della Camera hanno dato il via libera al decreto con i voti a favore della sola maggioranza, come spiega il presidente della commissione trasporti Salvatore Deidda: “In commissione il via libera è arrivato dopo un dibattito tra maggioranza e opposizione duro ma leale nel quale sono emerse due visioni differenti sul problema dell’immigrazione. Abbiamo ascoltato tutte le Ong, le associazioni e le richieste di audizione dell’opposizione”.