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CAGLIARI. È tra i banchi di scuola che si formano le prime dinamiche di gruppo, le prime relazioni, la consapevolezza del sé e dell’altro. Ed è da qui che dovrebbe iniziare la lotta alla violenza. Ma in Italia l’insegnamento all’educazione sessuo-affettiva non è ancora garantito. È dipeso dalla scelta degli istituti scolastici, non è la regola, ma spesso l’eccezione. In questa puntata speciale di Generazione Genitori - tutta realizzata in esterna - siamo andati nella scuola media di via Bach a Quartu dove è partito da quest’anno un progetto sperimentale su questi temi: quelli dell’educazione all’affettività e prevenzione della violenza relazionale, con l’obiettivo di promuovere la cultura del rispetto e dell’empatia sin da adolescenti.
In un momento storico in cui le pagine di cronaca raccontano sempre più spesso di episodi di violenza con protagonisti anche minorenni, come nel caso del tredicenne che nei giorni scorsi ha accoltellato la sua professoressa di francese nel Bergamasco, ciò che è certo è che spesso gli adolescenti raccontano di sentirsi soli a interrogarsi su emozioni, cambiamenti e relazioni. E l’offrire spazi sicuri, anche nelle scuole, in questo senso può essere centrale.
In questa puntata abbiamo anche affrontato il tema del consenso e dell'importanza dell'educazione sessuale sin dall'infanzia con la sessuologa Nadia Melis. In Italia, come già ricordato, le nuove norme sono subordinate al consenso dei genitori. Eppure l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nei suoi Standard europei per l’educazione sessuale, indica che “il sistema scolastico costituisce la via più opportuna per raggiungere la maggioranza” dei giovani.


