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Covid, anziano solo nella morte e nell'ultimo viaggio: il triste racconto del sindaco di Silanus

Morto-Silanus

 

 

SILANUS. Con il Covid si muore soli. E anche per l'ultimo viaggio, quello verso il cimitero, non c'è nessuno che ti accompagni. È una vicenda tanto drammatica quanto purtroppo diventata consuetudine quella raccontata dal sindaco di Silanus Gian Pietro Arca. Ieri il virus ha ucciso un compaesano di 85 anni: era ricoverato da qualche giorno all'ospedale di Ozieri. E il primo cittadino ha voluto dare l'estremo saluto.

"Purtroppo, ha perso la sua battaglia contro il Covid-19 in una fredda stanza di ospedale. È stato seppellito senza commiato e, cosa ancora più triste, senza che i suoi familiari gli abbiano potuto dare l’estremo saluto", racconta Arca, "Nessuno ha pianto innanzi alla sua bara e accarezzato la stessa prima che venisse chiusa per sempre nel buio di un triste loculo. Questo è il Covid-19". 

Arca continua: "L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, anche se qualcuno in modo scriteriato persiste nel negarlo, sta continuando a causare drammi, nonché effetti sociali ed economici negativi su famiglie, giovani, anziani e su molte categorie di lavoratori. Convincetevi che è arrivato il momento che ognuno di noi, senza distinzione alcuna, responsabilmente e con spirito solidaristico, faccia la propria parte per tutelare la nostra salute, che è il bene più importante che possediamo, e per impedire che altre persone possano morire. Dio solo sa quanto bene voglio al nostro paese ed è per questo che, nuovamente, prego tutti voi affinché indossiate la mascherina, manteniate le distanze interpersonali e vi isoliate nel momento in cui venite a conoscenza di avere avuto un contatto stretto con una persona risultata positiva, perché solo così, allo stato, riusciremmo a contrastare il diffondersi del virus che, in maniera subdola e senza preavviso alcuno, seguita a creare sofferenza".