CAGLIARI. Attese fino a dieci ore per i codici a bassa priorità, ambulanze bloccate nei piazzali e pazienti costretti per giorni sulle barelle, nei corridoi dei pronto soccorso del Cagliaritano. È un sistema in grave sofferenza quello raccontato da tanti pazienti e operatori del settori, ormai da mesi, ma anche dagli stessi sindacati: oggi la denuncia arriva dai medici di Cimo-Fesmed, che descrivono un quadro drammatico, peggiorato negli ultimi giorni. Non la fotografia di una singola notte, ma quella che ormai è considerata una sorta di "normalità" per chi ci trascorre le giornate, per lavoro.
La situazione si è poi complicata ulteriormente per il recente avvio di lavori "urgenti" al pronto soccorso del Policlinico di Monserrato, che hanno inevitabilmente rallentato le operazioni soprattutto per i codici minori, che ora sono dirottati verso il Brotzu e il Santissima Trinità.
“La situazione attuale non è più sostenibile - dice Emanuele Cabras, Segretario aziendale CIMO-FESMED ARNAS Brotzu – Siamo di fronte al segnale evidente di un sistema organizzativo non adeguato ai bisogni reali della popolazione. Senza interventi immediati, il rischio è un progressivo deterioramento della qualità dell’assistenza”.
La prima richiesta del sindacato è quella, ancora una volta, di rafforzare gli organici.













