SANT'ANTIOCO. Sant’Antioco è tornato a celebrare in questi giorni uno degli eventi religiosi più importanti e antichi della Sardegna: la festa in onore del patrono dell’isola, arrivata quest’anno alla sua 667esima edizione. Una tradizione che da oltre quattro secoli unisce ogni anno residenti e visitatori provenienti da tutta la regione. La festa, che si svolge quindici giorni dopo Pasqua, unisce riti religiosi, folklore ed eventi culturali, trasformando la città in uno spazio vivo di tradizioni: una testimonianza viva di come cultura e fede continuino a unire le persone nel tempo. Davanti a centinaia di visitatori, le artigiane locali realizzano a mano il pane tradizionale, parte di un antico rito tramandato di generazione in generazione. Tra le novità di quest’anno spiccano le giornate dedicate al folklore con traccas itineranti nel centro cittadino. Nel weekend la città si è riempita di persone, suoni e colori. A raccontare il significato di questo evento per la città e i suoi abitanti sono il sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci e l’assessora al Turismo e alle Attività Produttive Roberta Serrenti.
La festa di Sant’Antioco Martire prosegue poi anche la sera, con i profumi della cucina locale e le strade che diventano luoghi di incontro tra residenti e visitatori. Nella serata di sabato, un grande concerto finale: sul palco la nota band italiana Le Vibrazioni, mentre la piazza si riempie di centinaia di spettatori. Nel video il servizio.
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