In Sardegna

Caro carburanti, Abaco Sardegna: "Taglio alla sanità da 86 milioni di euro per uno 'sconto' di 20 giorni"

 

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CAGLIARI. "Lo 'sconto' di 20 giorni sul costo del carburante ha tagliato alla Sanità 86 milioni di euro". Lo denuncia l'associazione Base Consumatori Abaco Sardegna che su una nota scrive: "In Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il decreto-legge 18 marzo 2026, n. 33, recante 'Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali'", si legge.

"La notizia è passata quasi inosservata tra gli annunci sull’abbassamento del prezzo dei carburanti, solo pochi organi di informazione ne hanno parlato ma questi tagli rappresentano un ennesimo attacco al diritto alla salute dei cittadini italiani. Il decreto legge varato dal governo, in vigore dal 19 marzo, che riduce le accise su benzina e diesel per 20 giorni, viene finanziato anche attraverso un taglio lineare di oltre 86 milioni di euro al Ministero della Salute. Come organizzazione Abaco Sardegna denunciamo con forza questa scelta politica inaccettabile.

Per garantire un sollievo temporaneo di pochi centesimi al litro alla pompa (peraltro già vanificato da ulteriori aumenti), valido fino al 7 aprile, il governo ha deciso di sacrificare risorse fondamentali per il Servizio Sanitario Nazionale (Ssn), già fortemente provato da anni di sottofinanziamento strutturale. Secondo quanto riportato negli allegati tecnici del decreto, i fondi per coprire il costo dell’operazione (oltre 527 milioni di euro) provengono da tagli lineari a vari dicasteri ma non dal Ministero della Difesa. È risaputo che i tagli al budget di un Ministero che eroga servizi fondamentali non sono solo tagli solamente sulla carta, ma si traducono sempre in una minore disponibilità di risorse per il servizio pubblico al cittadino. Questo taglio arriva in un momento particolarmente critico per il settore Sanità. Ricordiamo che:

Le liste d’attesa sono ancora fuori controllo, con cittadini costretti ad aspettare mesi per una visita specialistica. 

Il personale sanitario è in fuga a causa di turni usuranti e mancanza di risorse, come denunciato più volte da sindacati come Usb Unione Sindacale di Base.

Le disuguaglianze regionali nell’erogazione dei Lea (Livelli Essenziali di Assistenza) sono già profonde, con il rischio che la situazione peggiori ulteriormente. A ciò si aggiunge che, contestualmente, la Legge di Bilancio 2026 ha già previsto una riduzione strutturale del Fondo per i farmaci innovativi, tagliando 140 milioni di euro all’anno a partire dal 2026 per finanziare altri capitoli di spesa farmaceutica. Si tratta di un doppio attacco: si tolgono risorse correnti con il decreto carburanti e si riduce la capacità di acquistare farmaci del futuro con la manovra finanziaria.

Non possiamo accettare che il diritto alla salute venga messo in secondo piano rispetto a logiche di breve periodo. Chiediamo pertanto al Governo:

1. Il ripristino immediato delle risorse sottratte al Ministero della Salute in sede di conversione del decreto legge.

2. Un impegno concreto a non utilizzare più la sanità pubblica come “bancomat” per coprire spese di altri capitoli.

3. Un piano strutturale di rifinanziamento del Ssn e di investimento sul personale e sull’innovazione farmaceutica", conclude il comunicato.