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SARDARA. Pierluigi Loi è stato riconfermato segretario generale della Uiltec Sardegna durante il quarto congresso regionale che si è tenuto ieri e oggi alle Antiche Terme di Sardara.
Nel suo intervento Loi ha fatto il punto sui temi legati alla chimica, al tessile e all'energia di cui si è occupato il sindacato negli ultimi quattro anni e di cui si continuerà a occupare. I dazi, le guerre, il costo delle materie prime e dell'energia sono stati al centro del confronto sul futuro della Sardegna. “Declinando il contesto internazionale e nazionale sull’economia della Sardegna, le difficoltà si amplificano, in quanto, vanno a scaricarsi su un tessuto produttivo e sociale già strutturalmente debole – spiega Loi - I costi dei trasporti e delle materie prime, in particolare dell’energia, accompagnate dalla carenza, ormai endemica, di infrastrutturazione produttiva sta provocando fermi di attività, come per citare solo due casi Cermed e Portovesme Srl, ma ormai la richiesta di Cigs per fermo attività è all’ordine del giorno”.
Secondo Loi manca una strategia industriale nazionale e regionale che concentri le risorse disponibili su filiere strategiche come quelle delle materie critiche o manifatturiero avanzato. “Se non riusciremo ad accompagnare la transizione energetica con la transizione sociale si rischia l’insostenibilità di qualsiasi processo di trasformazione”, fa sapere Loi.
“La Sardegna è una regione industrialmente complessa, attraversata da trasformazioni profonde e criticità altrettanto importanti, figlie di una storia industriale difficile e travagliata, con tante, troppe occasioni perse – ha detto la segretaria generale della Uiltec Daniela Piras - E mentre tutto cambia velocemente, il nostro Paese continua a muoversi senza una vera strategia industriale, senza una strategia energetica e senza un quadro normativo all’altezza delle sfide. Questa terra può e deve essere un laboratorio, ma non può più permettersi di perdere occasioni come è accaduto in passato”.
Nel suo intervento, infine, la segretaria generale della Uil Sardegna Fulvia Murru, si è concentrata sui temi fondamentali per il sindacato dalla rappresentatività. “La democrazia nei luoghi di lavoro si tutela con regole certe – continua Murru - senza rappresentatività certificata la contrattazione si indebolisce”. E poi temi fondamentali come giovani e donne. “Se il sindacato non parla ai giovani perde il futuro – ha detto Murru - i giovani chiedono stabilità, percorsi di crescita, formazione. Non chiedono assistenza chiedono opportunità e noi abbiamo il dovere di intercettarli nei luoghi di lavoro ma anche nei percorsi di formazione”. Sul fronte delle donne “La parità salariale non è uno slogan è una battaglia concreta – ha evidenziato - nei settori industriali le carriere femminili sono ancora troppo spesso frenate da barriere culturali e organizzative. Dobbiamo contrattare strumenti che favoriscano equilibrio tra vita e lavoro, percorsi di valorizzazione professionale, accessi ai ruoli tecnici e decisionali: la presenza delle donne non è una concessone è un fattore di qualità, innovazione e competitività”.














