In Sardegna

Cagliari, al Brotzu un prelievo multiorgano da donatore a cuore fermo: è la prima volta in Sardegna

OSPEDALE-BROTZU-DI-CAGLIARI-E-TRAPIANTO

 

Seguici anche sul nostro canale Whatsapp

CAGLIARI. Il Brotzu di Cagliari ha realizzato, per la prima volta nella storia in Sardegna, un prelievo multiorgano da donatore a cuore fermo (cuore, polmoni, fegato e reni). L'intervento è stato eseguito lo scorso 16 gennaio e gli organi sono stati trapiantati con esito positivo nei centri riceventi.

Si tratta di un passaggio importante nell’ambito dell’attività trapiantologica regionale, reso possibile da un’organizzazione complessa e da un lavoro sinergico che ha coinvolto numerose professionalità e strutture aziendali, oltre alle équipe provenienti da altre regioni.

La donazione a cuore fermo (Donation after Circulatory Death – Dcd) si differenzia dalla donazione da morte encefalica, dove la morte viene accertata in base a criteri neurologici, in presenza di attività cardiaca mantenuta artificialmente. Nella donazione a cuore fermo, invece, il decesso viene dichiarato a seguito dell’arresto irreversibile della circolazione sanguigna, secondo tempi e procedure rigorosamente regolamentati. Questo tipo di donazione richiede protocolli specifici, tempistiche estremamente precise e un coordinamento ancora più articolato tra le diverse discipline coinvolte, per garantire la qualità e la sicurezza degli organi destinati al trapianto. Il risultato ottenuto è frutto di una strategia condivisa e di un modello organizzativo fondato sulla multidisciplinarità.

Per le attività di procurement e prelievo si ringraziano: la Struttura di Anestesia e Rianimazione diretta da Maria Emilia Marcello, la Struttura di Cardiochirurgia diretta da Emiliano Cirio, la Struttura di Cardioanestesia, responsabile il dott. Manlio Manconi, la Struttura di Medicina Legale diretta dal prof. Roberto Demontis, il Laboratorio Analisi diretto da Cristiana Marinelli, la Struttura Centro Immunoematologia e Trasfusionale diretto da Giulia Fadda e la Struttura di Anatomia Patologica diretta da Daniela Onnis. Con la collaborazione del Coordinatore locale trapianti Antonio Manti e del Coordinatore Regionale del Centro Regionale Trapianti (Crt) della Sardegna , Lorenzo D'Antonio.

Un contributo determinante è stato assicurato dalle professioni sanitarie — infermieri, tecnici, operatori socio-sanitari — che hanno operato in stretta integrazione con i medici specialisti in ogni fase del percorso, dalla gestione clinica del donatore alle procedure di prelievo e conservazione degli organi. Fondamentale è stata inoltre la collaborazione con le équipe prelevanti provenienti da Bergamo, Bologna e Bari, in un lavoro interregionale caratterizzato da coordinamento continuo, condivisione di competenze e integrazione operativa. Senza questa cooperazione multiprofessionale e interaziendale non sarebbe stato possibile portare a termine con successo un intervento di tale complessità. Particolare riconoscenza va alla famiglia della donatrice, che ha confermato la volontà espressa in vita dalla propria congiunta, consentendo che il gesto di solidarietà si traducesse in nuove opportunità di cura per più pazienti. Dall’avvio di questa attività, nel giugno 2025, l’Azienda ha registrato cinque donazioni da cuore fermo con un totale di 13 organi prelevati e trapiantati. Nello stesso periodo sono stati avviati in Arnas i primi prelievi e trapianti di rene da donatori a cuore fermo. L’équipe cardiochirurgica aziendale ha inoltre effettuato, presso la Asl di Sassari, ulteriori due donazioni, a conferma della capacità di operare anche in contesti extra-aziendali. Il Cordinatore locale trapianti, dott. Antonio Manti, commenta: “Quando parliamo di donazione a cuore fermo non parliamo soltanto di un’evoluzione tecnica o organizzativa. Parliamo di una possibilità in più per chi è in attesa, per chi vive ogni giorno con la speranza di una chiamata che può cambiare il destino. Dietro ogni procedura ci sono persone, famiglie, storie. Sapere che possiamo offrire un’opportunità ulteriore, grazie a un lavoro condiviso tra tante professionalità, significa dare concretezza a quella speranza. Ed è questo, prima di tutto, il senso del nostro impegno”.

Il Direttore Generale dell’Azienda sottolinea: “L’attività trapiantologica rappresenta per l’Arnas G. Brotzu una responsabilità e, al tempo stesso, una missione strategica per l’intero sistema sanitario regionale. Questo risultato è l’espressione concreta del lavoro quotidiano di tanti professionisti, medici, infermieri, tecnici e operatori, che mettono competenza, rigore e senso di appartenenza a servizio dell’assistenza. Realizzare procedure di tale complessità significa rafforzare il ruolo dell’Azienda come punto di riferimento regionale e offrire ai cittadini sardi risposte di alto livello senza dover ricorrere a strutture fuori dall’Isola. È un traguardo che testimonia solidità organizzativa, capacità di fare rete e visione condivisa”.