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CAGLIARI. Sarà una giornata di mobilitazione quella di sabato a Cagliari, non solo per la manifestazione contro il trasferimento in massa di detenuti al 41bis nelle carceri sarde, ma anche per ricordare i 4 anni dall'invasione dell'Ucraina. L'appuntamento è per il 28 febbraio alle 16, a Cagliari in piazza Garibaldi. L'obiettivo è ribadire il sostegno a una pace giusta, fondata su diritto internazionale e diritti umani.
La manifestazione è organizzata dall’Associazione Organizzazione Cittadini Immigrati, ORA!, Liberi Oltre le illusioni e Gioventù Federalista Europa di Cagliari. Aderiscono alla manifestazione il PD regionale Sardegna e provinciale di Cagliari, Italia Viva regionale Sardegna, +Europa regionale Sardegna, Azione regionale Sardegna, Giovani Democratici di Cagliari, e le Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani della Sardegna.
Sarà presente anche la comunità della Chiesa greco-cattolica ucraina di Cagliari. Sono previste diverse testimonianze della comunità ucraina locale e di persone che hanno vissuto o operato direttamente in Ucraina, per offrire un racconto concreto della situazione sul campo.
Gli organizzatori evidenziano che, in un contesto internazionale sempre più fragile, la pace non può essere solo un auspicio formale, ma deve fondarsi su garanzie di sicurezza reali per l’Ucraina, su un sostegno adeguato alla sua capacità di difesa e su misure efficaci che impediscano alla Russia di avviare nuove aggressioni.
Volodymyr Stepanyuk (Associazione Organizzazione Cittadini Immigrati): "Questa guerra condotta dalla Russia contro l’Ucraina mostra con chiarezza una duplice finalità: l’appropriazione del territorio ucraino e la distruzione della sua identità nazionale. L’obiettivo territoriale emerge anche nei negoziati, dove Mosca rivendica aree che non controlla militarmente, avanzando pretese che vanno oltre le linee del conflitto. La volontà di colpire il tessuto stesso della società ucraina si manifesta invece negli attacchi ripetuti contro edifici residenziali, attività commerciali e infrastrutture civili, inclusi magazzini di materiali destinati alla ricostruzione, con l’effetto di rendere più difficile la vita quotidiana e la riparazione dei danni causati dai bombardamenti. Questa guerra potrà concludersi solo attraverso una risposta compatta e solidale contro l’aggressione, non certo privando il popolo ucraino del sostegno e degli strumenti necessari per difendere la propria libertà".
Gabriele Ballicu (ORA!): "Condanniamo con fermezza l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia: un’aggressione ingiustificata che viola il diritto internazionale e colpisce la sovranità di uno Stato libero. Le violenze contro la popolazione civile e i crimini commessi impongono una posizione chiara, senza ambiguità: non può esserci equivoco tra chi aggredisce e chi è aggredito. La sicurezza dell’Europa è direttamente in gioco. Servono sanzioni più efficaci, una difesa europea più forte e l’utilizzo degli asset russi congelati per la ricostruzione. Difendere l’Ucraina significa difendere libertà, autodeterminazione e pace. Significa affermare che in Europa la legge deve prevalere sulla violenza e che nessuna aggressione può essere normalizzata o premiata".
Francesco Nocco (Liberi Oltre le illusioni): "L’Ucraina fa parte della famiglia europea. Quando nel cuore dell’Europa si consumano crimini come la deportazione dei bambini per spezzarne le radici, gli attacchi sistematici contro i civili e la distruzione delle infrastrutture per piegare la popolazione al freddo e alla paura, non è solo un Paese a essere colpito: è un intero continente nei suoi valori fondamentali. Siamo a Cagliari per affermare che l’Europa deve essere all’altezza della propria storia e dei propri principi, capace di reagire con unità e determinazione alle aggressioni. La pace che chiediamo per l’Ucraina non può essere una resa mascherata, ma una pace fondata sulla giustizia, sulla sicurezza e sulla garanzia che nessuna nuova invasione possa essere premiata o tollerata".
Gioventù Federalista Europea e Movimento Federalista Europeo di Cagliari dichiarano congiuntamente: «L’Unione Europea si è dimostrata troppo spesso inerme, lenta e inefficiente nel trasformare le dichiarazioni in azioni concrete. Finché prevarranno gli egoismi e i nazionalismi illiberali, l’Europa resterà esposta e divisa. Facciamo parte di una grande famiglia con una potenza politica inespressa necessaria per dare al nostro continente un futuro di libertà, sicurezza e democrazia. Per questo continueremo a essere al fianco dei nostri fratelli ucraini ed europei: perché difendere l’Ucraina significa difendere l’Europa stessa.»














