CAGLIARI. La separazione delle carriere fa discutere anche a Cagliari dove, stamattina, si sta assistendo ad uno sciopero dei magistrati in tribunale, con tanto di assemblea. Un'assemblea che vede sul posto anche comuni cittadini che si vogliono informare sulla riforma costituzionale tanto discussa. E non sono mancate frecciate alla scena politica italiana.
I servizi essenziali sono stati garantiti, ma molte udienze sono state rinviate. A partecipare allo sciopero sono stati, in linea di massima, coloro che fanno parte dell'Associazione nazionale magistrati.
A parlare anche il presidente del tribunale di Cagliari, Vincenzo Amato, che in riferimento a Giovanni Falcone ha tuonato: "Dovrebbero sciacquarsi la bocca tutti quelli che, a colleghi morti, attribuiscono un presunto favore alla riforma della separazione delle carriere".
Ma in cosa consiste la separazione delle carriere? In Italia, magistrati requirenti (pubblici ministeri) e giudicanti (giudici) appartengono alla stessa carriera, selezionati con un unico concorso e regolati dal Consiglio superiore della magistratura. La Costituzione garantisce l’autonomia della magistratura, distinguendo i magistrati solo per funzione.
Ma negli anni, il passaggio tra i due ruoli è stato sempre più limitato. La riforma Castelli del 2006 ha reso il cambio di funzione complicato, riducendolo drasticamente: tra il 2011 e il 2016 ha coinvolto meno dell’1% dei magistrati. La riforma Cartabia del 2022 ha ristretto ulteriormente questa possibilità a una sola volta nei primi dieci anni di carriera. Oltre a superare concorsi di idoneità, chi cambia ruolo deve trasferirsi in un’altra Regione, rendendo il passaggio sempre più raro.