In Sardegna

Sfruttava migranti pagandoli 5 euro l'ora per 10 ore di lavoro: arrestato imprenditore cagliaritano

CAGLIARI. Un imprenditore titolare di un'azienda agricola di Monastir è stato arrestato perché avrebbe impiegato, in condizioni di sfruttamento, cittadini originari della zona subsahariana, alcuni dei quali ospiti chiedenti asilo alloggiati nel Centro di Accoglienza Straordinaria. Otto/dieci ore di lavoro con una breve pausa per il pranzo che il lavoratore portava da casa, come anche l'acqua per il bere, per 5 euro l'ora (in nero). È quanto ha scoperto la Polizia di Stato, con il personale dell’Ispettorato Provinciale del Lavoro di Cagliari - Oristano, in un’operazione volta al contrasto delle fenomeno del caporalato.

L’indagine ha avuto origine da una segnalazione arrivata nei giorni scorsi agli Ispettori del Lavoro della sede provinciale di Cagliari. È da qui che i poliziotti avrebbero avuto i primi riscontri, riguardanti alcune presunte anomalie su determinate assunzioni che venivano effettuate dal titolare di un’azienda agricola, senza segnalare le dovute retribuzioni e di conseguenza senza versare i previsti contributi previdenziali. Alcuni di questi braccianti, stranieri richiedenti asilo, non avrebbero avuto nemmeno i requisiti base per poter essere impiegati, considerando anche che, per il loro status e la loro provenienza, versavano in uno stato di costante bisogno e vulnerabilità.

La Sezione Criminalità Diffusa e Straniera della Squadra Mobile, interessata della vicenda dall’Ispettorato del Lavoro, ha avviato in tempi brevi un’attività congiunta, svolgendo specifici e celeri approfondimenti, recuperando informazioni anche dagli stranieri impiegati che man mano venivano identificati, dalle quali sarebbero emerse le condizioni di sfruttamento: impiego giornaliero di 8/10 ore con una breve pausa per il pranzo che il lavoratore portava autonomamente, come anche l’acqua per bere; assenza di materiale di protezione individuale e locali adeguati per le pause; retribuzione palesemente difforme dai contratti collettivi a livello nazionale e comunque sproporzionato rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato (paga esigua in busta e retribuzione delle restanti spettanze a 5 euro l’ora ed in nero).

Nella prima mattina del 26 luglio, gli investigatori della Squadra Mobile, insieme al personale dell’Ispettorato del Lavoro, hanno fatto accesso presso i terreni di proprietà dell’indagato, rilevando la presenza di 5 braccianti intenti a lavorare nel campo di ortaggi.

Il titolare dell’azienda, un cagliaritano di 39 anni, anch’egli presente sul posto, è stato tratto in arresto per l’ipotesi di reato di sfruttamento di lavoro ed è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari. A seguito dell’udienza, l’arresto è stato convalidato con l’applicazione della misura dell’obbligo di firma.