In Sardegna

Confartigianato Imprese Sardegna, Giacomo Meloni è il nuovo presidente

 

OLBIA. Giacomo Meloni è il nuovo presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, 58 anni, imprenditore edile di Olbia: guiderà le 7mila imprese, con 20mila addetti, per i prossimi 2 anni.

È stato eletto stamattina a Olbia dove è stato presentato anche il dossier “Tendenze 2024 e prospettive 2025 per la Sardegna”: per l’Associazione Artigiana è una economia di “stabilizzazione”.

Meloni è stato eletto dai delegati artigiani, riuniti questa mattina nel capoluogo gallurese durante l’Assemblea Regionale dell’Organizzazione Artigiana che ha eletto anche il Vicepresidente Vicario, Fabio Mereu, 45enne imprenditore del trasporto persone di Cagliari, che verrà supportato dagli altri 2 vicepresidenti: Sandro Paderi, imprenditore edile di Oristano, e Giuseppe Pireddu, autoriparatore di Macomer. Della Giunta faranno parte, oltre a presidente e VicePresidenti, anche Norella Orrù e Salvatore Loi (Cagliari-Sud Sardegna), Marina Manconi (Gallura), Giuseppe Tatti (Nuoro), Antonio Matzutzi (Oristano), Marco Rau e Maria Amelia Lai (Sassari).

Meloni approda al vertice dell’associazione dopo quasi 30anni di militanza in Confartigianato nella quale è stato, per più mandati, vicepresidente vicario regionale, presidente provinciale di Confartigianato Gallura, presidente regionale degli Imprenditori edili di Confartigianato, presidente della Cassa Artigiana dell’Edilizia, componente di Giunta Nazionale di Confartigianato Edilizia-Anaepa, e vicepresidente del Cipnes di Olbia.

“Non smetteremo mai di avere cura, tutelare, rafforzare e far crescere questo fondamentale patrimonio di tradizione, conoscenza, innovazione, talento, capacità, resilienza e lavoro che le micro, piccole, medie imprese e le artigiane offrono all’Isola, al resto d’Italia e d’Europa per la crescita economica e lo sviluppo competitivo del tessuto produttivo e per il progresso sociale di cittadini e imprenditori – ha affermato il neo presidente di Confartigianato Sardegna, Giacomo Meloni - lo ribadiremo anche alla presidente Todde, agli assessori e ai consiglieri regionali ai quali, come abbiamo sempre fatto non chiederemo favoritismi o strumenti di mero assistenzialismo ma solo di essere messi nelle condizioni di continuare a fare il nostro meglio creando reddito e occupazione. Questa è stata e sarà sempre la nostra strada maestra e starà a noi vigilare e chiedere continuamente che gli impegni presi siano rispettati”.

“Il lavoro che ci troveremo a compiere insieme alla Giunta sarà irto di difficoltà e, viceversa, anche ricco di soddisfazioni se sapremo farlo insieme con il giusto spirito costruttivo e di visione comune, perché l’unico obiettivo sarà quello di far crescere la Sardegna – ha proseguito il presidente – ci mettiamo fin d’ora a disposizione per un primo confronto con la presidente, con gli assessori e con le Commissioni Consiliari: le nostre proposte saranno sempre franche, costruttive e propositive e con l’unico obiettivo di sostenere il comparto artigiano”.

“Con questa nostra visione e su questi temi principali intendiamo procedere con un approccio chiaro, leale, propositivo e continuare a fare da stimolo a chi poi deve prendere le decisioni strategiche e scegliere dove indirizzare le risorse e le attenzioni – ha sottolineato Meloni - continueremo a farlo in tutte le occasioni possibili cercando momenti di dibattito e di dialogo, indicando le migliori e più adeguate soluzioni, presentando idee e progetti ambiziosi ma realizzabili”. Il presidente ha anche ricordato come la presidente Todde e numerosi consiglieri, abbiano condiviso e sottoscritto, in campagna elettorale, le priorità delle piccole imprese presentate dall’Associazione Artigiana attraverso il “Manifesto” di Confartigianato Sardegna con il quale gli artigiani sardi hanno chiesto alla politica regionale un solido e tangibile sostegno all’Artigianato sardo, per posizionarlo al centro delle strategie di sviluppo della Sardegna, con l’obiettivo di riconoscere il ruolo cruciale dell'imprenditore artigiano.

Il “patto”, che gli artigiani di Sardegna auspicano possa essere onorato nel corso del mandato elettorale, comprende sette punti chiave: trasporti e infrastrutture, credito e incentivi, energia, innovazione tecnologica e digitalizzazione, lavoro e formazione, crisi demografica e spopolamento, burocrazia e semplificazione amministrativa. L’operato del futuro presidente e del futuro Consiglio regionale, rispetto agli impegni, verrà monitorato dal team della ChainFactory srl, spin-off accademico dell'Università di Cagliari guidato dal professor Alessandro Spano.

Il nuovo presidente con Segretario Regionale, Daniele Serra, nella sessione pubblica, hanno inoltre presentato il dossier “Tendenze 2024 e prospettive 2025 per la Sardegna”, realizzato dall’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, che ha analizzato i dati tra il 2018 e 2024 forniti da Istat, Movimprese, Ministeri e Anpal, con i numeri dell’economia sarda e lo stato di salute delle quasi 170mila piccole e medie imprese sarde, di cui oltre 34mila artigiane, con quasi 90mila addetti, che operano nelle costruzioni, autotrasporto e autoriparazione, servizi alla persona e digitali, alimentazione e ristorazione, moda, pulizie e tutela del paesaggio e tipico e tradizionale, rappresentando il 20% della forza produttrice dell’Isola e il 13% del valore aggiunto regionale, equivalente a quasi 4 miliardi di euro.

“Le imprese artigiane sarde sono cresciute come numeri e come mentalità trasformandosi da entità piccole e disorganizzate in realtà mature con competenze elevate e qualificate, che fanno della conoscenza e dell’innovazione il loro modus operandi – ha continuato il neo presidente – i dati sardi, per il terzo anno consecutivo, confermano la tendenza alla crescita e al cambiamento del comparto che, in ogni settore, è in grado di padroneggiare le nuove tecniche digitali per il rinnovamento dei processi produttivi”.

“Anche se dinamiche e in crescita e costantemente in prima linea per contribuire alla crescita dell’Isola – ha rimarcato Serra - le imprese artigiane rimangono realtà fragili; per questo chiedono garanzie, certezze e zero burocrazia per la Legge Regionale 949, la legge artigiana. C’è necessità di metterla in sicurezza e quindi bisogna che diventi strutturale e torni a essere agile e rapida come in passato. Lo strumento, in 4 anni, ha erogato oltre 80milioni di euro di sostegni alle imprese sarde del settore”. “Le piccole realtà possono essere viste come elementi di debolezza per l’economia, ma è proprio da questi valori che traggono la capacità di affrontare le sfide del futuro legate all'innovazione e alla sostenibilità – ha concluso Meloni - per tutta la Sardegna le imprese artigiane rappresentano un vero e proprio presidio economico e sociale nei piccoli comuni, anche in quelli più periferici”.