Culture

“Non urlare”, un viaggio immersivo nella follia della realtà umana

 

 

CAGLIARI. Un’esperienza emozionante e totalizzante senza il palcoscenico o la platea è quella di “Non urlare”, spettacolo teatrale immersivo con un format abbastanza noto all’estero, poco in Italia e quasi sconosciuto in Sardegna. Scritto e diretto dalla regista cagliaritana Ilaria Paganelli è in scena tutte le sere fino al 15 gennaio (tranne il 12 e il 13), in Piazza Santa Maria, n°40, a Quartu. È inoltre organizzato da Planet Image srl in collaborazione con la compagnia di ballo Pedra Corbina. 

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Uno spettacolo dove la follia e le emozioni giocano un ruolo cruciale e dove lo spettatore privo di identità è libero di immergersi nella scena e seguire le proprie intuizioni, vivere le singole tragedie dell'animo umano dei personaggi persi nell'ingiustizia, nell’infelicità, nella solitudine e nell'abbandono. Il rischio è di perdersi e di ritrovarsi nei corridoi di una scenografia ambientata in un manicomio degli anni ‘60. La parola d’ordine quindi non è abbandonarsi al fluire degli eventi, ma seguirli diventando elemento attivo di un’atmosfera sconvolgente nella quale una favola può diventare un incubo e un incubo può contenere una favola. Toccare i mobili, aprire i cassetti, sfogliare i libri (e non solo), sono le azioni che si possono svolgere. Solo una cosa non è permessa, avvicinarsi agli attori.


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