BOLOGNA Guerriglia con scontri tra manifestanti e polizia in tenuta antisommossa, auto a fuoco, lancio di oggetti e petardi dalla folla contro gli agenti e lacrimogeni e idranti in risposta. Una decina i feriti, secondo i dati iniziali, ma il Coisp, sindacato di polizia, parla di almeno 56 agenti che hanno riportato lesioni. È il bilancio della manifestazione, nata pacificamente e organizzata per chiedere giustizia per la morte di Abderrahim Fakir,  il 43enne deceduto domenica a Bologna durante un intervento della Polizia.  

Tanti i momenti di tensione al presidio di ieri sera, a Bologna: la polizia ha attivato a più riprese l'idrante e utilizzato lacrimogeni, avanzando per allontanare i manifestanti dall'area davanti alla prefettura. 

Si sono registrati anche lanci di oggetti, come bottiglie di vetro, e la situazione è presto degenerata con l'incendio di alcune auto comunali. 

Dal centrodestra dure accuse all'amministrazione di Bologna: "Ci troviamo di fronte a un sindaco arruffapopolo", scrive il deputato sardo di FdI Salvatore Deidda, "che, al sicuro nei palazzi come un novello Nerone, guarda dall'alto Bologna bruciare. Aver cavalcato irresponsabilmente la rabbia di chi aveva già emesso sentenze sommarie, convocando una manifestazione dopo il decesso di un fermato, ha consegnato la piazza ai professionisti del disordine dell'estrema sinistra, che oggi sfasciano vetrine, lanciano bombe carta e incendiano auto".

"A questa inaccettabile devastazione fisica - prosegue l'esponente di FdI - si uniscono le farneticanti minacce di impiccagione contro il nostro Governo, delirantemente definito 'sionista e trumpiano', e gli insulti contro le Forze dell'Ordine. Questo è il clima di odio e sovversione che chi governa la Nazione deve subire quotidianamente, a causa di una certa sinistra che continua a coprire e giustificare i violenti. Noi non ci facciamo intimidire: esprimiamo solidarietà totale e incondizionata agli agenti in prima linea e pretendiamo - conclude Deidda - che il sindaco si assuma la responsabilità politica di questo disastro".

Il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha replicato così alle accuse: "Ieri Bologna ha visto due piazze. Piazza Nettuno rappresenta Bologna. C'erano migliaia di persone che si sono incontrate pacificamente e spontaneamente, per esprimere la loro vicinanza alla famiglia di Abderrahim Fakir. Piazza Roosevelt e gli scontri, invece, non rappresentano Bologna. Chi pensa di rispondere alla violenza con la violenza si chiama fuori dallo stato di diritto. E dunque si chiama fuori dalla nostra comunità democratica"