Karel: "I proventi delle vendite di A Bolu fino al 6 gennaio saranno per Bitti"
“Bitti è universalmente riconosciuta come una delle capitali del canto a tenore”, gli fa eco Luca Melis, direttore della fotografia di A Bolu, “e anche se non fa parte del nostro docufilm, ciò non significa che non le rinasciamo l’importanza che merita”. Un riconoscimento che si traduce in una forma di solidarietà concreta, una forma moderna di agiudu torrau, come spiega Bustianu Pilosu, co-autore e direttore artistico di A Bolu: “quella del canto a tenore è una comunità nella comunità: lo si vede bene nel film. I cantori dei diversi paesi sono legati tra loro da questa forma d’arte, che va oltre il canto e si concretizza in una rete di relazione solida e attiva”.
A Bolu è un racconto corale, un viaggio attraverso la Sardegna alla scoperta di uno dei suoi patrimoni culturali più significativi, più profondamente radicato, praticato e vivo: il Canto a Tenore. Attraverso la tecnica del “nonfiction” film, i diretti protagonisti, 13 gruppi di cantori, raccontano di se stessi, del canto a tenore, delle varianti, di ciò che pensano di questa forma artistica. E lo fanno in lingua sarda.
Il tenore è quindi parte attiva della narrazione e diviene strumento principe e costitutivo del racconto. Sempre in equilibrio tra il rigore formale del documentario e lo spirito libero del cinema, A Bolu si apre alla scoperta dell’attualità culturale di una regione e della sua gente.
Oltre alla donazione dei proventi della vendita di A Bolu Karel invita tutti a donare quello che possono con un bonifico al conto ufficiale del Comune di Bitti, con l’IBAN IT84N0101585250000000011498 Causale Alluvione 2020.
