Sarebbero dovuti partire dall’aeroporto di Cagliari a bordo di un aereo dell’Aeronautica Militare per il Libano del Sud. Obiettivo: assumere il comando del contingente italiano e del settore ovest di Unifil, l’interforze delle Nazioni Unite. Ma gli uomini della Brigata Sassari hanno dovuto rifare armi e bagagli. Partenza rinviata. Un guasto tecnico non ha fatto arrivare l’aereo atteso da Roma. Si dovrà quindi attendere ancora qualche giorno prima del volo militare che porterà i sassarini  ad assumere il comando del contingente italiano e del Sector West di Unifil (United Nations Interim Force in Lebanon), la Forza multinazionale di interposizione delle Nazioni Unite. 

La risoluzione prevede il monitoraggio della cessazione delle ostilità tra Israele e Libano, l’assistenza al governo libanese nell’esercizio della propria sovranità sul territorio e nel garantire la sicurezza dei propri confini, in particolare dei valichi di frontiera con lo Stato di Israele.
 
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IL LAVORO SUL CAMPO. Altro scopo della missione è quello di assistere la popolazione civile e sostenere le forze armate libanesi nelle operazioni di sicurezza e stabilizzazione dell’area per prevenire un ritorno delle ostilità e creare le condizioni per una pace duratura.

Il comando dell’operazione, denominata “Leonte”, sarà affidato al generale Andrea Di Stasio, comandante della “Sassari”, che per sei mesi guiderà un contingente di circa 3.800 caschi blu di 16 nazionalità (Italia compresa) nel  “Paese dei cedri”.

Il contingente italiano sarà costituito da personale del Comando Brigata e del 3° reggimento bersaglieri di Teulada, da assetti del 5° reggimento genio guastatori di Macomer e da altre unità specialistiche dell'Esercito. Tutto il personale in partenza era già stato sottoposto precauzionalmente a una serie di misure di sorveglianza sanitaria per prevenire possibili rischi di contagio da Coronavirus. I militari hanno osservato un periodo di isolamento e di osservazione di 14 giorni in idonee strutture alloggiative dell’isola dove sono stati sottoposti a tamponi e visite diagnostiche. Ora c'è da aspettare ancora. 

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Monica Magro 8 Luglio 2020