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Il business del solare a Ottana e il colosso delle coop rosse: tangenti Enas, ecco i retroscena

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CAGLIARI. Un gigantesco parco solare termodinamico, esteso su quattro ettari e mezzo nella zona industriale di Ottana, nei territori di Bolotana e Noragugume. Un affare da 9.379.340,82 euro per lavori e 75.000 per oneri di progettazione. Questo, secondo l'inchiesta del nucleo della polizia tributaria della Guardia di Finanza di Cagliari e Oristano, è l'appalto che ha scatenato il meccanismo di corruzione all'Enas, l'nte acque della Sardegna. Nel fascicolo d'indagine - che ha portato, tra gli altri, all'arresto di Davide Galantuomo e Renato Copparoni (QUI LA NOTIZIA) - si legge che "è stata provata in modo certo la corresponsione di una tangente di 89mila euro destinata a Galantuomo a titolo di compenso per il buon esito dell'affare illecito". Una tranche di una mazzetta a sei zeri. Copparoni era l'intermediario. Ma in cosa consisteva, esattamente, l'appalto?

Sindacopoli-Copparoni

Partendo dalla fine - almeno delle procedure amministrative - c'è da dire che è stato aggiudicato il 20 dicembre del 2013 al Consorzio cooperative costruzioni: un colosso delle coop rosse emiliane, con sede a Bologna, con molti affari in Sardegna (ora si chiama Acam) e tante inchieste per corruzione sul groppone. La gara era stata bandita il 3 giugno precedente, con termine per la presentazione delle offerte fissato per il successivo 30 luglio. Una procedura truccata, secondo gli inquirenti, con una “turbativa può essere desunta dalle modalità di indizione del bando di gara e dagli incontri tra gli odierni indagati". Che erano sotto controllo da tempo: i nomi di Galantuomo e Copparoni sono finiti nelle carte dell'inchiesta sulla sindacopoli sarda - la presunta cupola che gestiva piccoli e grossi appalti dai Comuni ai principali enti, come quelli sulla Sassari-Olbia - che ruotava intorno alla figura del progettista desulese Tore Pinna.

A far scattare le manette, quindi, la gestione dell'appalto nuorese. Un progetto sperimentale sul fotovoltaico, realizzato da un ente che si occupa della gestione dell'acqua come l'Enas. Un solo lotto, però, il primo: perché l'intera torta (quattro lotti) valeva più di 40 milioni di euro.

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