Storie

Dylan Dog incontra Pinuccio Sciola e le sue pietre sonore (anche la figlia?)

 

 

CAGLIARI. Dylan Dog, indagatore dell'incubo, sconsolato avventuriero e ora amico di Pinuccio Sciola (e amico molto affettuoso della figlia). O almeno questo è quanto si legge nell'ultimo fumetto del detective del paranormale di luglio. Il numero 395, "Del tempo e di altre illusioni". E non si tratta di un personaggio che omaggia l'artista san speratino. È proprio lui. 

Certo, il nome è cambiato, Vulcano Martini (solo questo particolare è "tutto un programma"). E anche il paese in cui ha dato alla luce tante delle sue opere non è più San Sperate. Ma si tratta di accorgimenti necessari per permettere a un personaggio lontano come quello di Dylan Dog (un londinese doc) di entrare in contatto con un artista sardo. 

Sorriso bonario, camicia a quadri e tante riflessioni sulle pietre. Dylan ricorda di aver incontrato Sciola, o meglio Martini, quando da ragazzo si trovava nella località di Somerset, area di Cheddar. In un colloquio di alcune pagine, il giovane indagatore dell'incubo e l'artista che faceva "cantare" le rocce, parlano e discutono di fronte a una delle opere. 

"È un po' strano vederla chiusa così, in una gabbia", afferma Dylan Dog, aggiungendo che "una pietra è immobile, non può fuggire". L'artista lo guarda bonariamente: "Fuggire dici? Quello che sfugge delle pietre è il loro silenzio". 

Può essere strano vedere Pinuccio Sciola in una storia di Dylan Dog. Eppure tra tutte le testate della Bonelli, quella dedicata all'indagatore dell'incubo è la più azzeccata. Sciola, come le sue opere, non è chiuso nelle pagine di un fumetto, ma fa ancora l'artista, in un posto tutto nuovo, dove la fantasia non ha limiti e dove un giorno, per citare Vulcano Martini, forse imparerà davvero a far parlare le sue pietre. 

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