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Nove sardi ai Mondiali per trapiantati: la "seconda vita" è fatta di sport

 

 

CAGLIARI. “Ho vinto già 11 anni fa, quando un donatore mi ha ridato la vita, se dovessi vincere una medaglia saprei a chi dedicarla”. Così Stefano Caredda, trapiantato nel 2008, con la passione da sempre per il ciclismo. Il trapianto non l’ha fermato: "Ha rafforzato la mia passione”. Oggi è pronto a partire, insieme ad altri otto trapiantati sardi, per i campionati mondiali dei trapiantati a Newcastle che si terranno dal 17 al 24 agosto.

Insieme a lui parteciperà anche anche Giovanni Fadda che ha 67 anni: nel suo caso la passione per la corsa è nata solo qualche anno fa, il trapianto invece l’ha subito 15 anni fa. “Lo sport per me è la seconda terapia, è fondamentale perché permette di vivere meglio”.

Daniele Medda invece ha ha ricevuto un nuovo cuore cinque anni fa: ha sempre avuto la passione per il bowling e ora è la campionessa in carica con la medaglia d’oro. “Ho iniziato a giocare di nuovo due anni fa, ho trovato la forza pian piano, ognuno di noi ha una sua storia”. Loro sono alcuni atleti sardi che fanno parte della Nazionale Azzurra 49 atleti trapiantati, 35 uomini e 14 donne, saranno impegnati nelle discipline di ciclismo, atletica leggera, bowling e patanque. La squadra sarda si è presentata oggi al Binaghi:  tutti sono pronti a partire e a testimoniare come l’attività fisico-sportiva post trapianto possa essere un’occasione di ritorno alla vita. 

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