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"L'8 marzo per noi donne-pastore? Non esiste: ci hanno tolto la serenità"

Donna-pastore

SINISCOLA. La festa della donna per le mogli dei pastori, allevatrici anche loro? Non esiste. "Perché ci è stata tolta la dignità di andare andare avanti vivere serenamente". Un messaggio amaro quello  che arriva da Siniscola. A firmarlo è Cinzia Conteddu, che col marito tira su una famiglia con il lavoro in campagna.  Otto marzo: giorno della festa della donna, ma anche dell'incontro sul prezzo del latte in Prefettura a Sassari.

"Ci è stata tolta una vita tranquilla con il nostro sudore e le nostre fatiche", spiega la pastora,  "ci è stata tolto il sorriso dalla bocca quando non puoi permetterti di comprare un paio di scarpe alle tue figlie, quando cerchi di gestire l'assegno del latte per arrivare a fine mese ma non riesci perché quell'assegno non copre neppure i costi del mangime delle stesse pecore che ci davano da mangiare. Molti direbbero non comprare il mangime, pensa a mangiare tu", fa presente, "Noi pastori non possiamo permetterci neanche di fare quello perché  noi teniamo a loro come teniamo alla nostra vita e  se non dai il mangime alle pecore cosa fai? Non puoi più mungere perché latte non ne fanno più". La conclusione: "Io sto con i pastori sardi". 

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