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Cagliari, il "mistero" della passeggiata chiusa al porto e il divieto di riprese

 

 

CAGLIARI. Può una mareggiata danneggiare un pontile protetto da tre bracci di cemento all'interno di un porto? Certo, ci sarebbe da chiedersi come sia stato progettato il sistema dello scalo, ma a quanto pare è successo. O, almeno, così dice l'authority di Cagliari. Perché sarebbe a causa di danni causati dal maltempo che la passeggiata sul mare che collega il molo Ichnusa alla pineta di Su Siccu è stata chiusa. La decisione è del 9 novembre, porta la firma del presidente dell'autorità portuale della Sardegna Massimo Deiana. Uno spazio frequentato ogni giorno da centinaia di cagliaritani, soprattutto nel fine settimana.  Divieto d'accesso fino alla conclusione dei lavori, si legge. 

Peccato che su quelle pedane non stia lavorando nessuno. Il problema sono nemmeno dieci assi danneggiate. Sono state rimosse e lì sono rimaste, appoggiate. Operai in vista? Nessuno. A bloccare il passaggio ci sono cinque transenne, due sul versante molo Ichnusa e tre  su quello della pineta di Su Siccu. Non c'è uno straccio di cartello che riporti  l'ordinanza che vieta il passaggio ormai da un mese.  

Lo spazio però non è deserto. Lì c'è l'ammiragliato: una nave è attraccata al pontile nuovo di zecca e i militari compiono il loro dovere andando avanti e indietro dall'imbarcazione. Proprio dove a maggio era intervenuta una ruspa. Già, perché la passeggiata a mare di Su Siccu era già stata chiusa alcuni mesi fa. In teoria per "migliorare il waterfront". In realtà per consentire il lavori della Marina militare sul moletto davanti all'ingresso a mare ella base. 

E guai a provare a documentare quello che sta succedendo. Questa mattina un cronista ha provato a documentare una storia che sembra fatta di inefficienza o indifferenza. Ovviamente, "a pensare bene". Perché a qualcuno potrebbe venire in mente che quella passeggiata dia disturbo alla base e finché resta inaccessibile garantisce la tranquillità delle manovre. E un telefono per fare un video non piace: la polizia militare esce dal recinto con le stellette, identifica il cronista, prende il nome. Con fermo garbo, ovviamente. Il motivo? "Lei sta riprendendo la base". La stessa che quando c'è l'alzabandiera, o l'ammainabandiera (tricolore) tutti sono ben felici di vedere immortalata. Ma in questo caso no, non si può. E l'oggetto delle riprese non era nemmeno la "base", ma la passeggiata. Con i piedi di chi riprendeva ben piantati sul suolo civile. 

Per evitare disguidi basterebbe comprare una decina di assi e sistemarle. Il problema sarebbe superato. Basta la volontà di farlo. Se c'è. 

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