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Il sottosegretario leghista Siri indagato per corruzione, Toninelli ritira le deleghe

Armando-Siri

ROMA. Il ministro per le Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli dispone il ritiro delle deleghe al suo sottosegretario leghista Armando Siri, accusato di corruzione nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Roma in collaborazione con la Direzione antimafia di Palermo. Secondo gli inquirenti Siri, che si è detto estraneo ai fatti, avrebbe caldeggiato degli emendamenti in cambio di una mazzetta da 30mila euro e avrebbe intrattenuto rapporti con un faccendiere attivo nel settore dell'energia, Paolo Arata, docente universitario e ex deputato di Forza Italia. Quest'ultimo sarebbe legato a filo doppio con il "signore del vento" Vito Nicastri, pluriindagato, finito ai domiciliari perché considerato un prestanome del boss mafioso latitante Matteo Messina Denaro. 

"Sarebbe opportuno che Siri si dimettesse", aveva detto il vicepremier Luigi Di Maio quando è trapelata la notizia dell'inchiesta a carico del sottosegretario. Immediata la difesa di Salvini e della Lega: "Hanno difeso per due anni la Raggi quando era indagata", ha detto il ministro dell'Interno Matte Salvini, "quindi cortesemente...". Invece nessuna cortesia: il Movimento 5 Stelle, attraverso Toninelli, ha tagliato fuori l'esponente leghista dal governo.  

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