In Sardegna

Presentato il "Libro nero" della sanità sarda. I Riformatori all'attacco della riforma di Pigliaru-Arru

 

SANITÀ. La sanità sarda senza programmazione e indirizzo, almeno secondo i Riformatori, che oggi hanno presentato il "Libro nero della sanità sarda", cioè l'insieme di denunce che il gruppo politico ha raccolto in una mozione per parlare della sanità in Consiglio regionale.

«In mattinata abbiamo presentato una mozione – annuncia infatti il consigliere regionale Michele Cossa – in cui chiediamo a Pigliaru di riferire in Aula sulla situazione del sistema sanitario e sugli interventi necessari per invertire la rotta».
 
Secondo Franco Meloni, responsabile del settore sanità dei Riformatori, l’istituzione dell’ATS (l'Azienda per la Tutela della salute della Sardegna) non ha risolto i problemi. Sotto accusa anche l’iter della riforma della rete ospedaliera: «Serve un pronunciamento del Consiglio regionale senza il quale ogni atto è illegittimo, la riforma è bloccata per le divisioni interne alla maggioranza e per le critiche dell’opposizione, in questi mesi abbiamo assistito allo spostamento e alla chiusura di numerosi servizi. Chi lo ha deciso?». Critico il giudizio di Meloni anche sul Mater di Olbia: «Si è scelto di affidarsi alla Fondazione del Qatar invece di ricorrere a una gara internazionale, l’ospedale doveva aprire nel 2016 ma, salvo ulteriori sorprese, aprirà a fine 2018». E ancora «Il peccato originale di questa Giunta è quello di considerare troppo esosa la spesa sanitaria. La Giunta commette anche i peccati di gola, accidia e ignavia: si pensa a distribuire direzioni generali e di servizio (gola) ; si trascurano i servizi territoriali con situazioni al di sotto degli standard di un paese civile come in Gallura (ignavia); si riducono i posti letto in alcuni territori senza pensare a servizi alternativi (accidia)».
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