In Sardegna

Inceneritore di Tossilo, inchieste e dimissioni di Maninchedda: così Macomer finisce al centro delle cronache della Sardegna

Macomer

MACOMER. Chi l‘avrebbe detto che Macomer, pur importante centro del Marghine, avrebbe tenuto così tanto banco nelle cronache – politiche e non – della Sardegna? In principio fu Tossilo, con il suo inceneritore da potenziare contro il volere della popolazione e il grande favore della giunta regionale. Ieri la notizia politica del mese: l’assessore regionale ai Lavori pubblici Paolo Maninchedda, che a Macomer ci è nato, dà le dimissioni. Troppo stanco, lascia ogni incarico pubblico e torna a insegnare all’Università: lo ha scritto a Pigliaru. Troppi, anche dentro la giunta, lo hanno accusato di fare l’indipendentista di governo con l’alleanza dei partiti italiani. Si sentiva isolato, Maninchedda. E ha lasciato. Difficilmente cederà davanti all’invito a proseguire nel lavoro avanzato dal governatore.

Ma ancora a Macomer si è vissuto, nel recentissimo passato, un revamping di notizie che non si vedeva da tempo. Raccolte però non dai notisti politici dei giornali ma dai giudiziaristi. Lì è stato arrestato l’ingegner Gianni Mura, professionista noto da Cagliari a Sassari. La richiesta della misura cautelare è arrivata dalla Procura di Oristano, che stava indagando sugli incarichi di progettazione proprio dell’inceneritore di Tossilo. Le indagini sono partite da un dettagliato esposto. E, scrive il gip Annie Cecile Pinello, accogliendo la richiesta del pm Armando Mammone: “Si segnalavano irregolarità in relazione a due appalti di servizi di ingegneria indetti dal Consorzio della zona industriale di Macomer (…) Il secondo, in particolare. Relativo al servizio di Direzione lavori e coordinamento della sicurezza era stato aggiudicato il 12 gennaio 2016 all’Ati composta dallo studio Dell’Acqua Bellavitis e dalla Metassociati”, società di Gianni Mura. “Sono state avviate intercettazioni telefoniche e ambientali, accompagnate da servizi di osservazione e rilievi fotografici, che non solo hanno fornito conferma dei primi indizi, ma ne hanno fornito altri in relazione alla turbativa di altri appalti”. Questo dice l’ordinanza di arresto di Mura: sarebbe emersa una fitta rete di relazioni, a tutti i livelli istituzionali, finalizzata al controllo delle progettazioni in numerosi comuni della Sardegna.

Mura è molto amico di Paolo Maninchedda. Non da ieri, E avere un amico sul quale si è abbattuta una misura cautelare - nemmeno un mese fa -  non aiuta certo a migliorare uno stato d’animo già minato dalle difficoltà derivanti dal ruolo di governo. 

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