In Sardegna

Piano del pecorino romano, guerra aperta fra pastori e Consorzio

nenneddu-Gianuario

CAGLIARI. È scontro senza esclusione di colpi, ormai, tra i vertici del consorzio di tutela del pecorino romano e Nenneddu Sanna e Gianuario Falchi, rappresentanti dei pastori che nei giorni caldi della protesta si sono seduti a tutti i tavoli sui quali si è affrontata la vertenza sul prezzo del latte in Sardegna. I due si sono appellati al ministero delle Politiche agricole affinché blocchi "il nuovo piano dell’offerta del pecorino romano da parte dell’assemblea del consorzio di tutela”. Perché, secondo i due, il via libera “certificherebbe il fallimento dell’impegno da noi profuso in questi mesi di lotta”.

Pronta è arrivata la replica del presidente del Consorzio, Salvatore Palitta, attraverso il notiziario Chartabianca: “Rendano pubbliche le loro proposte, così come sono pubbliche le nostre, e le mettano in discussione con gli allevatori. Non ci risulta che in alcuna assemblea si siano discusse queste tematiche", ha replicato il numero uno del consorzio, aggiungendo che "se mai ci fossero norme che consentissero l’applicazione delle proposte di Sanna e Falchi si avrebbe come diretta conseguenza il mancato ritiro di una parte del latte, il declassamento del prezzo di una parte del latte e la produzione di un Romano similare, e questo rappresenterebbe un autentico disastro per l’intera filiera. È fattuale la vocazione autolesionista dei proponenti.  D’altra parte sono le stesse persone che hanno sottoscritto l’accordo del prezzo latte". Un accusa dura, alla quale Sanna e Falchi non esitano a rispondere. 

Ecco il loro documento. 

La scomposta e irritata risposta del Presidente del Consorzio alla nostra richiesta al Ministro  ci conferma che abbiamo colto nel segno.  Chi ha gestito la partita sino a portarla al disastro attuale non vuole intromissioni di nessuno,  siano essi ministri, assessori, tecnici del ministero o allevatori. La scomposta e irritata risposta del Presidente del Consorzio alla nostra richiesta al Ministro  ci conferma che abbiamo colto nel segno. 

Chi ha gestito la partita sino a portarla al disastro attuale non vuole intromissioni di nessuno,  siano essi ministri, assessori, tecnici del ministero o allevatori.  Esiste un verbale dei tavoli ministeriali nel quale le parti si accordano sul fatto che il nuovo Piano di regolazione doveva essere discusso prima nel tavolo alla presenza di rappresentanti del ministro, tecnici del ministero  e le componenti degli allevatori. Questo accordo è stato completamente disatteso e il Consorzio è andato per conto suo  Il signor Palitta come Presidente di Cooperativa e dunque anche a nome degli allevatori che gli conferiscono il latte ha sottoscritto l’accordo sul prezzo del latte e lo ha difeso pubblicamente per poi affermare oggi  che era una fregatura e dunque che lui ha ingannato i suoi soci. Dimentica di dire che l’accordo sul prezzo implicava la riforma della filiera che lui evidentemente non vuole.

Al signor Palitta non risulta che abbiamo discusso nel merito le proposte con gli altri allevatori? E’ male informato come sempre e comunque non crediamo che debbano interessargli le nostre modalità di discussione. Pensi a informare gli allevatori che ancora si fidano delle persone come lui che hanno gestito la filiera sino ad ora portandola allo sfascio e ad essere la regione al mondo con la più bassa remunerazione del latte ovino. Aspettiamo il tavolo ministeriale per chiarire meglio le nostre proposte.  Certo che sentirsi accusare di voler portare il comparto al disastro da chi è corresponsabile  da anni della vergogna dell’anno scorso con il latte pagato a 60 centesimi farebbe ridere …se non facesse piangere intere famiglie messe sul lastrico dalle loro scelte. Ribadiamo solo che il nuovo piano deve partire dal latte. Le quote  devono essere assegnate sulla base del latte atto a divenire facendo in modo che gli allevatori si portino appresso la loro quota di Pecorino Romano quando si spostano da un caseificio a  un altro. 

Dopo le dichiarazioni a Chartabianca del Signor Palitta ribadiamo la assoluta necessità che le discussioni con questi signori avvengano al tavolo ministeriale con le garanzie di trasparenza che solo il ministro può dare. E’ giunto poi il momento di affidare la gestione del Consorzio a un manager esterno e competente e non a chi evidentemente rappresenta gli interessi di pochi arroganti e prepotenti

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