In Sardegna

Cagliari, tremila bronzetti e opere recuperate: 52 denunce in un anno

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CAGLIARI. Più di tremila beni culturali, tra cui reperti archeologici e opere d'arte sequestrati: beni archivistico/librari, oggetti ecclesiastici e opere d’arte contraffatte. Sono questi i settori in cui si è maggiormente indirizzato l’impegno del Nucleo che parallelamente ha provveduto all’individuazione degli autori dei reati perseguiti, attività che ha permesso di denunciare all’Autorità Giudiziaria complessivamente 52 persone. Tra le operazioni di rilievo già concluse, si segnalano: il recupero e sequestro di 596 reperti archeologici nell’ambito delle attività di controllo, svolte in collaborazione con i funzionari archeologi della Soprintendenza di Cagliari, finalizzate alla regolarizzazione della posizione di privati, detentori di tali beni. Tra i reperti, provenienti da due distinte collezioni private, spiccano per particolare interesse storico-scientifico alcuni bronzetti di epoca nuragica, gioielli e vasellame di vario tipo riconducibili alle culture nuragica, punica e romana. 

il sequestro, eseguito presso un ignaro antiquario di Cagliari, di 39 beni ecclesiastici asportati nel mese di marzo 2018 dalla chiesa campestre di “Centro 2 Sassu” di Arborea (OR). I manufatti sono stati restituiti alla comunità parrocchiale nel mese di settembre, mentre la persona che li aveva venduti all’antiquario è stata denunciata all’Autorità Giudiziaria per ricettazione. Tra gli oggetti recuperati spiccano per valore devozionale alcune statue in gesso, raffiguranti immagini sacre. 

Il recupero e la restituzione all’Archivio Storico Diocesano di Cagliari di un documento d’archivio del 1592, contenente il Processo Canonico intitolato “Informacion recebida sobre la invencion y milagros de la santa imagen de la santissima virgen de buenayre”, unitamente alla traduzione in italiano di fine ‘800 - inizi ‘900, con cui l’Arcidiocesi di Cagliari riconobbe ufficialmente la storia ed i miracoli attribuiti alla statua di Nostra Signora di Bonaria, attualmente custodita nell’omonima Basilica.

Dall’analisi dell’attività criminale riguardante il settore del patrimonio culturale, effettuata comparando i dati statistici del 2018 con quelli dell’anno precedente, emerge che c'è stato un aumento dei furti di beni culturali (da 4 a 8), ma una netta diminuzione degli scavi clandestini (da 7 a 1) e l’incremento dei risultati operativi sul recupero di beni antiquariali, archivistici e librari (da 30 a 1.639); recupero di beni archeologici interi (da 543 a 656); recupero di opere false (da 23 a 80); denuncia in stato di libertà di 52 persone. 

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