In Sardegna

Blitz a Teulada, Pili: "Accusato di istigazione a delinquere per aver dato bandiere sarde"

 

Il video del blitz del 3 agosto dell'anno scorso 

 

CAGLIARI. Il 3 agosto del 2018 Mauro Pili violò le acque interdette di Cala Zafferano, all'interno del poligono di Capo Teulada, per contestare le servitù militari. Per quell'azione subirà un processo (qui la notizia), che si aprirà il 21 maggio. L'ex presidente della Regione sta studiando le carte per difendersi. A rivelare i capi di imputazione è lui stesso: resistenza a pubblico ufficiale e istigazione a delinquere. 

La prima accusa deriva, stando a quanto riferisce Pili, da una sua risposta a un ufficiale che gli intimava di bloccare le riprese: "Filmo quello che voglio", aveva risposto l'ex deputato. La seconda, invece, "si sarebbe consumata, secondo i verbali, con la consegna delle bandiere del Popolo Sardo ai natanti presenti nella zona e per aver dichiarato che "si tratta di terra e mare sardo e che nessuno può mandarci via", spiega Pili. Che aggiunge: "Nei vari interrogatori diversi ufficiali raccontano il passaggio delle "Bandiere del Popolo Sardo", delle "bandiere dei quattro mori" mentre un generale comandante, servo come pochi, con tono dispregiativo e volgare racconta di un passaggio di "bandierine sarde": si tratta di Generale Comandante troglodita senza arte né parte". 

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