In Sardegna

Maninchedda: "Schieriamoci su piste e banchine, riprendiamoci aeroporti e porti"

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CAGLIARI. "Per riprenderci porti e aeroporti serve una rivolta politica, non basta un giro di elezioni". È un chiaro invito alla mobilitazione l'ultimo pensiero pubblicato da Paolo Maninchedda, candidato alla presidenza della Regione, nel suo blog politico "Sardegna e Libertà". Il tema è senza dubbio uno dei più caldi nei punti programmatici di tutti gli aspiranti governatori della Sardegna: quello dei trasporti. Che per il leader del Partito dei Sardi non è ancora stato risolto perché "sui porti e sugli aeroporti i sardi non hanno i poteri reali, hanno solo piccoli poteri gestionali".

Così l'unica soluzione - secondo il candidato - sembra essere quella di una "rivolta intelligente": "Tutti ci accorgiamo che arrivati a un porto o a un aeroporto ci imbattiamo in un altro potere che ci domina ineluttabilmente. Noi abitiamo la terra, ma non abbiamo potere sull’aria e sul mare. Per chi vive in un’isola questa condizione è drammatica. Noi non siamo liberi di andare dove vogliamo: siamo liberi di andare in Italia e da lì ovunque. Non è una differenza banale. Sui porti e sugli aeroporti serve una prova di forza col governo italiano ed è una prova di numeri, di presenza fisica, di lenta e pacifica occupazione di spazi materiali , culturali, giuridici. Può sembrare eccessivo, invece è realistico: per riprenderci il cielo e il mare serve un ripetuto sciopero sociale, una Sardegna pacificamente in piazza, con sindaci, cittadini, sindacati, associazioni, schierati su piste e banchine e non per un giorno, per molti giorni". 

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