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Il sindaco di Villanovaforru contro l'insularità in Costituzione: "Vivere su un'isola non è una sciagura"

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VILLANOVAFORRU. "Mi hanno chiesto di esporre sui muri del municipio uno striscione a favore dell'insularità: ho cortesemente rifiutato". Così il sindaco di Villanovaforru Maurizio Onnis prende posizione pubblicamente, via social, sul tema dell'inserimento del principio di insularità nella Costituzione. L'iniziativa degli striscioni aveva già coinvolto più di 100 sindaci in Sardegna, ma il primo cittadino di Villanovaforru, invece è stato chiaro: "L'invito mi è giunto dal comitato promotore - scrive su Facebook - Ma questo paese non sosterrà la campagna".

Il motivo? I sardi, secondo il sindaco, per autodeterminarsi devono puntare su ben altro. "Il mio impegno per l’autodeterminazione dei sardi - spiega Onnis - passa per l’incremento della nostra capacità di stare in piedi da soli, economicamente forti e culturalmente consapevoli. Punta all’allentamento del vincolo tra potere romano e potere cagliaritano e al successivo riconoscimento da parte italiana ed europea, attraverso negoziazione, del nostro diritto all’autogoverno. Non parte dal riconoscimento del presunto handicap geografico". E aggiunge: "Vivere su un’isola non è una sciagura. Non mira a ottenere dal centro sempre più denaro, perché questo rafforzerebbe solo il legame tra chi tiene i cordoni della borsa e chi vuole metterci le mani dentro. Non prevede la richiesta di favori e la ricerca di appoggi dai partiti italiani, quali che siano: attorno al collo del vassallo politico si stringe invariabilmente un cappio. La crescita della Sardegna non transita per Roma e sfido chiunque a dimostrarmi il contrario: scientificamente, visto che dell’aggettivo “scientifico” si fregia il comitato promotore della campagna". 

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