Culture

Maria Assunta Calvisi racconta “Istòs”: la memoria sarda tra locale e internazionale

 

 

CAGLIARI. La riscoperta della storia locale per raccontarla a un pubblico internazionale: è l’obiettivo del progetto “Memory Wefts” (in italiano Trame di memoria). Da qui nasce “Istòs” (dal greco telaio), spettacolo teatrale diretto da Maria Assunta Calvisi, regista della compagnia teatrale Effimero Meraviglioso di Sinnai. Lo spettacolo che ha debuttato a settembre a Mogoro, per la Fiera dell’Artigianato artistico della Sardegna, sbarcherà a gennaio 2020 ad Hannover e a Londra, nello stesso periodo in cui si terranno due grandi fiere dedicate al settore tessile, il Domotex (Hannover) e il Larta (Londra).

La storia, tratta da un racconto “Il cervo in ascolto” di Salvatore Cambosu, contenuto nella raccolta  "Miele amaro", è stata rielaborata dalla drammaturga Virginia Garau. “Una leggenda a volte forte, a volte drammatica e a volte anche molto leggera” racconta Calvisi “in cui c’è sempre la presenza di un cervo in ascolto quasi minaccioso”.

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Una figura mitologica quella del cervo, legata non solo alla Sardegna, ma anche all’Anatolia, dove si sono scoperti dei tappeti con cui in passato si avvolgevano le salme per essere trasportate dal cervo serenamente nell’aldilà. “Un cervo portatore di cattive notizie, ma è anche rassicurante, perché ti garantisce un viaggio tranquillo”, spiega la regista. 

Le donne sono le protagoniste della fiaba. Tra loro una giovanissima madre, interpretata da Giulia Giglio che aspetta il marito invano. Insieme a lei Carmen Porcu, Daniela Melise e Rossella Faa, quest'ultima autrice anche delle musiche. Ed Emiliano Perra, oltre a interpretare il cervo è anche il percussionista. Autrice della scenografia Carol Rollo con la sua penna grafica.

"Istòs" rappresenta il frutto del progetto "Memory wefts" (in italiano trame di memoria) nato dall’Ati Tramas, formata da Teatro Tragodia, l'Effimero Meraviglioso e Ditta Luigi Spano, in collaborazione con Lara Melis e Ismaele Marongiu con il patrocinio della Regione, del

Comune di Mogoro e della Fondazione di Sardegna.

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