Culture

Nurarcheofestival, il teatro va in scena tra nuraghi e menhir

 

 

Tra i siti archeologici, patrimonio storico culturale della Sardegna, ritorna Nurarcheofestival: dal 25 agosto al 13 settembre nei luoghi di maggior pregio dell’Isola tra Ogliastra, Nuorese, Sulcis, Marmilla, Oristanese e altri centri importanti come Olbia e Bosa. Grande teatro tra archeologia, miti, musica e scienza. La lunga e fitta programmazione partirà il 25 agosto al Nuraghe Serbissi alle 19 con una novità: fonemi, fischi, schiocchi di greggi insonorizzano la performance “Oralità pastorale”, di e con Monica Serra più la consulenza sonora di Simon Balestrazzi. Un progetto di ricerca frutto di una raccolta di materiali audio sul paesaggio sonoro, che riguardano la vocalizzazione utilizzata dall’uomo pastore con le greggi.

Altra novità è la componente sonora: la violinista sarda di origine, ma spagnola di adozione, Adele Madau presenta una serie di composizioni originali dal rock alla musica minimale scaturite dall’anima degli oggetti fatti interagire con il violino. A fare da cornice allo spettacolo - The soul of object solo concert - sarà la Tomba dei Giganti Seleni, a Lanusei, nel parco archeologico del bosco di Selene, alle 19. Tra gli ultimi spettacoli, il 12 settembre alle 21, il Museo dell’Ossidiana di Pau ospita la messa in scena del reading teatrale e musicale “Orizzonte” dedicato proprio al tema dell’ossidiana, scritto dalla archeologa Giulia Balzano, con la partecipazione di Rita Atzeri e della cantautrice friulana Rebi Rivale.

Tra le novità da segnalare inoltre l’inserimento nella programmazione del festival di un appuntamento intitolato incontro con l’autore, il 28 agosto nel complesso templare di epoca nuragica S’Arcu e is Forros a Villagrande Strisaili, alle 19, per affrontare dal punto di vista letterario e scientifico gli argomenti del festival: archeologia con Paolo Littarru, astronomia con Mauro Zedda, e l’ultimo lavoro dei Antonio Piredda dedicato ai nuraghi.

I luoghi che ospiteranno la rassegna sono numerosi  e vanno dalla Necropoli di Montessu a Villaperuccio al complesso nuragico di Romanzesu a Bitti, dal Museo dei Menhir di Laconi e quello dell’Ossidiana di Pau ai nuraghi di Gonnesa, Isili, Tortolì, Villanovaforru, dall’area archeologica di Scerì a Ilbono ai Siti di Lanusei e Villagrande Strisali.

Arrivata alla sua XI edizione, la rassegna organizzata dal Crogiuolo, si è sviluppata al punto da creare una programmazione capillare capace di coinvolgere, attraverso gli spettacoli in sinergia con gli spazi, diversi siti archeologici della Sardegna nell’ottica del presidio e della salvaguardia del territorio. Negli anni si è creata una rete di artisti (come Elena Bucci, Lucilla Giagnoni, Iaia Forte, Arianna Scommenga, Laura Curino, Gianluigi Tosto, Matteo Belli e Paolo Panaro), spettatori e comunità di appartenenza uniti con l’obiettivo principale di salvaguardare e tutelare i territori dell’Isola. “Vivere i luoghi con le iniziative culturali infatti significa imparare anche a capire che cosa significa amarli e rispettarli. Il Nurarcheofestival unisce degli elementi che hanno a che fare con la storia, l’antropologia e i miti nell’ottica della conoscenza con la speranza che ci sia anche un passaggio di testimone con le nuove generazioni” ha spiegato Rita Atzeri, direttrice artistica della rassegna.

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