Culture

"Oi": il reggae sardo dei Train To Roots contro il razzismo

 

 

CAGLIARI. "Il colore del sangue è lo stesso, è rosso vivo e sento la sofferenza come se fosse mio fratello": una frase del video "Oi" pubblicato il 20 maggio dai Train To Roots. Il secondo singolo, preceduto da “Il denaro”, è cantato in sardo e anticipa il nuovo disco atteso per l’autunno.

Il brano porta con sé un messaggio molto forte quanto mai attuale come la discriminazione razziale, un chiaro richiamo della band “alla coscienza di ciascuno e alla ricerca dentro di noi delle motivazioni che hanno portato al declino attuale, iniziando dai potenti e dai politici che noi tutti insieme abbiamo mandato a governare e decidere del nostro futuro dei nostri paesi, che ci stanno abbandonando e mettendo l'uno contro l'altro: poveri contro i più poveri, disperati contro altri disperati, un gioco fondato sulla malvagità e sulla mancanza di rispetto per le leggi umanistiche e di difesa del nostro pianeta”, spiega Simone Pireddu Bujumannu, voce della band reggae sarda e autore del brano insieme al tastierista Papant’ò.

"Negli anni ci siamo divertiti, ma ora abbiamo voluto riempire di contenuti i nostri testi", continua Pireddu quando parla del prossimo lavoro discografico.

Attiva dal 2004, la band sarda nel corso degli anni ha calcato i palchi più importanti della musica in levare, così anche adesso si prepara per  un nuovo tour che partirà a giugno da Serramanna e li vedrà esibirsi in Italia, Francia, Catalogna e Paesi Baschi.

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