Culture

Zoe Pia, l'anima sarda nel festival jazz "Pedras et sonus"

 

 

CAGLIARI. Musicista, compositrice e project manager Zoe Pia si prepara a lavorare per diversi progetti tra cui un nuovo disco che verrà pubblicato nel 2020 e "Pedras et sonus", festival jazz che si terrà dal 17 al 22 agosto, in sei comuni della Sardegna, di cui sarà la direttrice artistica: "È un altro sogno che ho iniziato a realizzare lo scorso anno. Coinvolge il territorio di Parte Montis e i sei comuni che ne fanno parte a partire da Mogoro che è il mio paese natale. La volontà di dare luce a un territorio così magico ha portato a questa creazione che vuole dare risalto all’unicità del territorio grazie alla musica jazz, patrimonio dell'Unesco, secondo una programmazione che mette in risalto soprattutto il panorama dei musicisti emergenti, sardi e non sardi" spiega Pia.  

Zoe Pia inizia la sua carriera musicale a otto anni quando una notte di Natale ha trovato sotto l'albero il clarinetto. Da quel momento la musicista di Mogoro non si è più allontanata dal suo strumento musicale che l'ha portata fino a Rovigo, città dove vive attualmente e dove si è perfezionata musicalmente. Ha suonato con numerosi musicisti tra cui, quella che ricorda particolarmente è la collaborazione con Massimo Tamburini: “è stato lui ad avermi portato dentro il mondo del jazz e soprattutto lui mi incitò a studiare la sua cultura e i suoi tecnicismi”.

Proprio in continente è nato il suo amore per la Sardegna, tanto da dedicare alla sua amata isola tanti progetti, tra cui il suo disco "Shardana" (pubblicato nel 2016) e che ha visto la collaborazione con un altro musicista sardo  Sebastian Mannutza (violino, batteria), Roberto De Nittis (clarinetto, launeddas e pianoforte) e Glauco Benedetti (tuba).

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