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CAGLIARI. Il sovraffollamento non riguarda più soltanto i grandi istituti penitenziari di Cagliari-Uta e Sassari-Bancali e cresce l’allarme per le condizioni di salute dei detenuti. È il quadro che emerge dalla relazione annuale della garante regionale delle persone private della libertà personale Irene Testa, presentata oggi in Consiglio regionale.
Nel documento si spiega che nel 2025 è triplicato il numero di carceri sarde con un tasso di occupazione superiore al 100%. Restano ai livelli più alti Uta, con il 130%, e Sassari-Bancali, con il 125%, ma si aggiungono anche la casa circondariale di Lanusei (118%) e le case di reclusione di Oristano (101%), Tempio Pausania (104%) e Alghero (104%), dove le presenze risultano quasi raddoppiate. Il fenomeno coinvolge anche le colonie penali: Is Arenas passa dal 49% al 79% di occupazione, Isili dal 59% al 99% e Mamone dal 41% al 79%.
“Il dato più grave che emerge riguarda la salute dei reclusi”, scrive Testa. Nel carcere di Uta, su 729 detenuti, il 92% è sottoposto a terapie continuative. Cinquanta persone presentano patologie psichiatriche, mentre 354 detenuti assumono terapie continuative di tipo psichiatrico e l’8,64% segue una terapia metadonica. La relazione dedica un focus anche alle camere di sicurezza delle forze dell’ordine. Nel 2025 sono transitate complessivamente 269 persone: 150 nelle strutture dell’arma dei carabinieri e 119 in quelle della polizia di Stato. Ma il dato che emerge è quello dell’agibilità: solo 52 delle 352 camere censite risultano utilizzabili, pari al 14,77%.
Tra le criticità segnalate, a Oristano nessuna delle 26 camere dei carabinieri è attualmente agibile. A Sassari sono utilizzabili 8 su 101, mentre a Cagliari 14 su 115.
La relazione affronta anche il tema dei trattamenti sanitari obbligatori. Il numero più alto si registra nella Asl di Cagliari, con 112 ricoveri (Tso) nel 2025. Seguono Sulcis con 57, Oristano con 43 e Sassari con 36. MA alcune aziende sanitarie non avrebbero ancora fornito i dati, sempre stando a quanto fa sapere la garante.















