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VILLACIDRO. Una discussione degenerata. Prima le urla, sentite in tutto il palazzo. Poi spunta fuori un coltello, di lì a breve il sangue. Ovunque, per la cucina e nell’andito dell’appartamento, da cui si accede alle varie stanze. Sul pavimento le impronte dei piedi di Nosa Ibiginosa, nigeriano di 21 anni, sporchi del sangue di Richard Amissah, il ghanese di 19 anni ucciso ieri notte a Villacidro all’interno di un appartamento dove era ospitato, insieme ad altri richiedenti asilo, gestito dalla cooperativa “Alle Sorgenti - Progetto A”.

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Così è apparsa la scena dell’omicidio ai carabinieri arrivati per primi sul posto, un appartamento in una palazzina con diverse abitazioni, di cui alcune gestite dalla cooperativa fondata trent’anni fa da don Angelo Pittau, direttore della Caritas diocesana di Ales-Terralba. Ancora da chiarire e accertare le cause del litigio, ma potrebbe essere legato al disagio vissuto all’interno dell’appartamento. Gli specialisti del Ris, arrivati da Cagliari insieme al magistrato Andrea Vacca e al medico legale Roberto Demontis, hanno lavorato a lungo per effettuare i rilievi. Nei prossimi giorni verrà effettuata l’autopsia, che confermerà il numero di fendenti con cui è stato ucciso Amissah.