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CASCIA. Sa Panada asseminese regina della tavola in Umbria, in occasione della seconda edizione della fiera del “Capo Lanuto – Sa Paradura” che si tiene in questi giorni a Cascia.

La città di Cascia fu duramente colpita dal sisma del mese di ottobre del 2016. L'Associazione Nazionale PROCIV Italia, su disposizione del Dipartimento della Protezione Civile, era intervenuta per assicurare la propria opera durante l’emergenza in favore della popolazione del Comune di Cascia.

«Tre lunghi mesi - come ricorda il Presidente Emilio Garau - in cui le attività legate all’emergenza si sono amalgamate con i rapporti umani tra volontari e cittadini locali. Questo forte legame ha fatto scaturire tante iniziative benefiche. Tra queste spicca quella del mese di aprile del 2017: Sa Paradura - mille pecore per Cascia».

Sa Paradura è un pilastro della cultura agropastorale della Sardegna. «Un gesto di solidarietà comunitaria che ricalca la tradizione della società pastorale: per dare un aiuto concreto ad un allevatore colpito da una disgrazia, era consuetudine offrire, da parte di ciascun pastore del circondario, una pecora per contribuire a rimettere in piedi il gregge del malcapitato», racconta Garau.

Uno strumento antico ma sempre vivo che i pastori sardi hanno voluto estendere oltre Tirreno ai colleghi di Cascia colpiti dal terremoto. Un gesto che già nel 2009, a seguito del Sisma che colpì la Regione Abruzzo, sempre con la PROCIV, gli Istentales e la Coldiretti in prima fila, aveva riscosso un grande successo. Una rete di solidarietà che ha percorso in lungo e in largo tutta la Sardegna. Un gesto che è rimasto nel cuore degli umbri ed in quello dei sardi. È questo il motivo che ha spinto il comune di Cascia a rinnovare il coinvolgimento della Sardegna durante la “Fiera del Capo Lanuto”.

Tra gli invitati anche Antonio Scano: «sto vivendo un’esperienza molto intensa ed imparando che non esistono confini al senso di comunità. Sono felice che dopo il successo della nostra ceramica artistica, anche Sa Panada asseminese sia stata molto apprezzata. Credo che questo rapporto debba crescere, perciò auspico che Assemini possa presto gemellarsi con Cascia».