BARCELLONA. Oltre 800 feriti. Un bollettino da guerriglia che viene dopo quello stimato dalla sindaca di Barcellona Ada Colau, che nel pomeriggio aveva parlato di 460 contusi. È il bilancio degli scontri nel giorno del voto del voto per l'indipendenza in Catalogna. I Mossos d'Esquadra, gli agenti della polizia catalana, si sono rifiutati di obbedire agli ordini che imponevano lo sgombero dei seggi. Sarebbe stata anche aperta un'inchiesta per insubordinazione agli ordini di Madrid, la capitale della Spagna. Così sono intervenuti i militari della Guardia Civil. La polizia nazionale è intervenuta con la forza per impedire il voto: in ogni seggio c'erano centinaia di elettori, pronti a esprimere la loro preferenza. Sono partite cariche, manganellate, sono stati sparati anche proiettili di gomma. Che, a dispetto del nome, hanno provocato anche numerosi feriti. La polizia ha inoltre caricato una folla di civili usando anche i lacrimogeni in un comune vicino a Girona, Aguiviva.

Il ministro dell’Interno di Madrid ha annunciato che ci sono anche nove poliziotti e due agenti della Guardia Civil feriti e parla di un’azione “proporzionale”. Per il governo catalano invece si tratta di una “repressione franchista“. “Una “vergogna per lo Stato”, ha detto il presidente Carles Puigdemont. 

Nella notte sono stati diffusi i dati ufficiali sui votanti (2.262.000), su un totale di chiamati alle urne pari a circa 5.300.000. I sì sono stati 2.020.000 pari al 90%, mentre i no si sono fermati a quota 176.000, cioè il 7,8%. "Non c'è stato alcun referendum. È stato una messinscena, una sceneggiata ignorata dalla maggioranza dei catalani. Siamo una democrazia tollerante ma ferma, abbiamo rispettato la legge e la Costituzione, reagito con fermezza e serenità", ha detto il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy. Al quale ha replicato il presidente catalano Puigdemont, che ha chiesto all'Europa "non può più voltarsi dall'altra parte". Ha aggiunto: "I cittadini catalani si sono guadagnati il diritto ad uno Stato indipendente, mentre lo stato spagnolo ha scritto oggi una pagina vergognosa della sua storia".

A Barcellona anche una delegazione di indipendentisti sardi, chiamati come osservatori internazionali per vigilare sull'andamento della consultazione. La redazione di YouTg questo pomeriggio ha sentito in diretta il segretario nazionale del Partito dei Sardi, Franciscu Sedda, e il leader di Liberu Pier Franco Devias, in collegamento da Barcellona. Ecco le loro testimonianze.