MUSICA. È stato trovato morto a Muscat, in Oman,.il dj e produttore svedese Avicii. La notizia è stata confermata dalla portavoce dell’artista, Diana Baron. Avicii, all'anagrafe Tim Bergling, era nato a Stoccolma l'8 settembre 1989. La sua carriera era iniziata nel 2006 ed era diventato in pochi anni uno dei dj più pagati al mondo. Aveva già vinto due Mtv Music Awards, un Billboard Music Award e conquistato due nomination ai Grammy. Tra i suoi successi la hit "Wake me Up".

VELLETRI. Lui ha minacciato la professoressa in classe, dicendole "te faccio scioglie' in mezzo all'acido". Un compagno ha ripreso la scena, andata avanti per lunghi minuti.

Ed è proprio quest'altro alunno a essere finito nel registro degli indagati nel fascicolo aperto dalla Procura di Velletri, che vuole far luce sull'episodio. Il video risale a dicembre 2016, ma è finito in rete solo nei giorni scorsi: così è partita l'inchiesta per minacce e oltraggio. Il responsabile di quelle minacce assurde, che non ha nemmeno 18 anni, è stato invece segnalato alla Procura del tribunale dei minorenni di Roma.  

 

ROMA. Nuova aggressione ai danni di un giornalista. Protagonisti dell'ultimo grave episodio, accaduto ieri mattina a due passi da Montecitorio, l'ex ministro delle Comunicazioni Mario Landolfi, esponente di Fratelli d'Italia, e l'inviato di "Non è l'Arena" Danilo Lupo. Incalzato dalle domande di quest'ultimo sulla questione dei vitalizi dei parlamentari, l'ex deputato di An e PdL ha sferrato un potente schiaffo al cronista colpendolo in pieno volto. La scena è stata ripresa dalle telecamere di La7.

 

 

Sentenza-trattativa-stato-mafia

PALERMO. Dopo cinque anni di processo  e più di duecento udienze arriva la sentenza sulla trattativa Stato-Mafia: la Corte d'Assise di Palermo ha condannato l'ex generale dei carabinieri Mario Mori (dodici anni), 12 anni al collega Antonio Subranni, il colonnello Giuseppe De Donno (8 anni), Marcello Dell'Utri  (dodici anni) e Leoluca Bagarella (28 anni). Assolto l'ex ministro Nicola Mancino. 

Secondo i pubblici ministeri Nino Di Matteo, Francesco Del Bene, Roberto Tartaglia e Vittorio Teresi, tra il 1992 e il 1993 questi  uomini dello Stato avrebbero trattato con i vertici di Cosa nostra: la finalità, sulla carta, era quella di bloccare il ricatto delle bombe. Ma per l’accusa gli ufficiali dei carabinieri avrebbero fatto da tramite per  il ricatto lanciato dai mafiosi, trasformandosi in ambasciatori dei boss. 

Dell'Utri sarebbe stato il tessitore della seconda fase della trattativa, dopo l'arresto di Totò Riina: avrebbe tenuto i rapporti tra gli uomini delle cosche e il governo, per far ottenere dei benefici ai mafiosi. 

 

ROMA. "Ringrazio le forze politiche per aver dato importanti spunti di riflessione politica, sono certa che il presidente Mattarella saprà individuare il percorso migliore da prendere". Ancora una fumata nera per il nuovo governo. Esaurito il rapido giro di consultazioni iniziato mercoledì dopo aver ricevuto dal capo dello Stato il mandato esplorativo, la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati torna a riferire al Colle con un pugno di mosche in mano. A nulla sono serviti i due incontri in due giorni con le delegazioni del M5S e del centrodestra, presentatosi a Palazzo Giustiniani prima separato poi in formato unico: il macigno costituito dal veto posto da Di Maio su Berlusconi (e Meloni) intralcia il percorso verso la di formazione un esecutivo a trazione Lega-Cinque Stelle con appoggio esterno di Forza Italia e Fratelli d'Italia, come ipotizzato nelle ultime ore.

E dal Molise arriva l'attacco frontale al Movimento da parte di Silvio Berlusconi: "I Cinque stelle sono un pericolo per il Paese, non sono un partito democratico. Sono il partito dei disoccupati. Mi sono un po' rotto di spiegare ancora queste cose agli italiani, che hanno votato molto male".

La palla torna dunque a Mattarella che, trascorso il weekend di riflessione, già all'inizio della prossima settimana potrebbe affidare al presidente della Camera Roberto Fico un nuovo mandato esplorativo per sondare la possibilità di un accordo di governo tra il Movimento cinque stelle e il Partito democratico. Impresa che si prefigura in salita, dato il messaggio recapitato ieri dal vicepresidente della Camera Ettore Rosato al capogruppo M5S al Senato: "Caro Danilo Toninelli, non siamo la ruota di scorta di nessuno, nemmeno delle mancate vostre intese con la Lega. Non è sufficiente sbianchettare il programma elettorale per farci dimenticare che per anni avete considerato le riforme del Partito Democratico il male assoluto".

Non è tuttavia da escludere che il presidente della Repubblica possa fare un ulteriore passo avanti affidando un pre-incarico a Matteo Salvini, dopo l'apertura mostrata ieri sera dal leader della Lega durante un'intervista a Quinta Colonna: "Usciamo presto da questa situazione perché altrimenti provo io, mi metto in prima fila". Parole che Salvini rilancia questa mattina all'arrivo al Salone del Mobile di Milano: "Ho la netta sensazione che c'è qualcuno che vuole perdere tempo, che vuole un governo tecnico alla Monti voluto da Bruxelles, che vuole spennare gli italiani. Per evitare questa fregatura io faro' qualunque cosa, anche scendere in campo".